Trenta anni fa Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina disegnavano la Tolomeo e non si sarebbero mai aspettati che sarebbe diventata una lampada iconica in grado di cambiare il mondo dell'illuminazione. Oggi la Tolomeo di Artemide è un simbolo di design senza tempo che è riuscito ad adattarsi ai cambiamenti con tecnologie e sorgenti sempre più innovative. "Direi che più che una lampada la Tolomeo è una formula, è una filosofia di prodotto", così Michele De Lucchi definisce la sua lampada che nel 2017 celebra il suo trentesimo compleanno, "Una delle doti che ne ha garantito il successo è che ogni suo componente può diventare a sua volta una lampada indipendente, ad esempio la testa da sola, a pinza o appesa al soffitto diventa tante altre lampade".

La Tolomeo ha saputo sempre adattarsi ai cambiamenti. Dalla prima versione da tavolo del 1987, alla recentissima Tolomeo Maxi terra, la lampada disegnata da Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina riesce ad offrire una luce flessibile per seguire i diversi bisogni sia in casa, in ufficio o in locale. La lampada Tolomeo riassume tre caratteristiche tipiche dei prodotti Artemide: tecnologia, creatività, umanesimo. “Tolomeo non è solo sapersi adattare ma autorigenerare”, l'iconica lampada da trent’anni è in grado di intercettare lo spirito del tempo e le necessità dell’uomo.

In occasione del trentesimo compleanno della lampada Tolomeo, l’Architektursalon von Gerkan di Amburgo ospiterà dall’11 luglio una mostra su Michele De Lucchi e sulla sua collaborazione con Artemide con un ampio spazio dedicato alla lampada Tolomeo, in cui è possibile ammirare l’evoluzione di una lampada iconica che racconta il passato, è perfetta testimone del presente e riesce ad interpretare il futuro. "Credo che la lampada sia in assoluto l’oggetto che meglio combina il progresso della tecnologia con lo stile di vita, con l’idea che ogni epoca ha di un ambiente adatto alla vita", spiega il designer De Lucchi, "La lampada, per lo meno per me, è l’oggetto più bello da disegnare,perché mette insieme la sensibilità per l’uomo contemporaneo con il tema dell’oggetto e del suo valore simbolico.