in foto: OrtoPì – Photo credit Antonino Terrana

Quando si parla di canapa tutti pensano immediatamente alla marijuana e all'uso che l'uomo ne fa per sé stesso, ignorando i molteplici impieghi di questa risorsa naturale. Forse in pochi conoscono tutti vantaggi della canapa: una delle ultime scoperte è che questa risorsa è perfetta come materia prima adatta per la fabbricazione di materiali per l'edilizia. Impiegata come sostituto del cemento e dei mattoni, la canapa rispetta l'ambiente e lo consegna integro alle generazioni future realizzando case eco-sostenibili ed energeticamente autosufficienti.

Green House è una startup di Pisa specializzata in costruzioni di canapa. Questo materiale naturale è sempre più usato nella bioedilizia. Nelle sue realizzazioni Green House utilizza biomattoni di canapa e calce che catturano le emissioni di anidride carbonica e garantiscono un ottimo isolamento termico ed acustico. In questo modo si crea un ambiente salutare in cui vivere, anche grazie alla completa permeabilità al vapore del biomattone stesso. La canapa inoltre regola naturalmente l'igrometria interna della casa attraverso le pareti; ha una grande resistenza al fuoco e alle sollecitazioni sismiche, garantisce una climatizzazione naturale passiva tutte le stagioni in modo che le biocostruzioni Green House riescano a raggiungere l'indipendenza energetica. La cultura della canapa partecipa anche alla rigenerazione dei suoli e valorizza tutte le terre: la pianta ci impiega circa 4 o 5 mesi a crescere senza dunque alcun impatto sull'ambiente. In soli tre mesi la pianta produce tanta canapa quanto un ettaro di alberi cresciuti in tre anni.

In Italia si coltivava la canapa fino agli inizi del ‘900, prima del proibizionismo. Il paese era il secondo produttore di questa risorsa naturale, dopo l'Unione Sovietica. E per comprendere quale fosse la diffusione internazionale della canapa basti pensare che anche la Costituzione degli Stati Uniti è stata scritta su carta di canapa. La pianta un tempo consentiva di fare in modo economico ed ecologico quasi tutto ciò che oggi si fa con il petrolio e i suoi derivati. La sua poca diffusione a partire dagli anni Trenta del ‘900 è dovuta al Proibizionismo che associava la canapa alla marijuana. Canapa e Marijuana sono in realtà la stessa pianta, facenti parte della famiglia botanica delle Cannabaceae; ma mentre la canapa usata come tessile o materiale da costruzione proviene da una varietà della pianta con una minima concentrazione di Thc (il principio attivo della Cannabis che ha effetto psicotropo), la marijuana deriva dalla variante di canapa ricca di Thc (la pianta di sesso femminile).

Utilizzando la canapa, mineralizzata con la calce, offre un ottimo materiale da costruzione. Così di recente si sta riscoprendo l'enorme valore di questo materiale. Oltre la start up Green House, dove lavorano Massimiliano Vincentini, amministratore delegato, Giorgio Indino, costruttore, e Virginia Paci, ci sono vari esempi in Italia di biocostruzioni con canapa e calce. La canapa evita tutti i problemi del legno perché non marcisce e non fa la muffa, è riciclabile del tutto. Un'ottima realizzazione ecosostenibile in canapa e calce già realizzata è l'Ortopì Country Canapa House, la prima struttura ricettiva del paese che è stata costruita interamente con l'innovativo biomattone: "Ortopì nasce da un sogno, quello di realizzare una struttura ricettiva completamente ecosostenibile, che utilizzi solo materiali naturali nel pieno rispetto dell’ambiente". Oggi in Italia la canapa non è molto diffusa non perché non ci siano terreni adatti o non ci sia richiesta ma perché non esistono sufficienti trasformatori (punti dove la parte legnosa del materiale viene divisa dal resto). La Francia attualmente è il maggior produttore di canapa in Europa ma speriamo che una maggiore informazione sulle opportunità di questa risorsa naturale possa far tornare l'Italia tra i massimi fornitori.