Vi sarà capitato sicuramente di girovagare per le strade del mondo chiedendovi il perché di certi nomi. A me succede soprattutto quando visito, almeno una volta l'anno, una delle città più antiche e belle del mondo: Roma, la nostra Capitale. Da via del Babuino a via dell’Acqua Bullicante, passando per via dei Condotti, ecco alcuni dei nomi più famosi delle strade di Roma, entrati ormai a far parte della toponomastica della città e che si conoscono o pronunciano automaticamente, anche con un po' di distrazione, ma sapete come mai si chiamano in questo modo?

Esiste proprio una disciplina specialistica, l'odonomastica (dal greco hodós, che significa ‘via, strada', e onomastikòs ‘atto a denominare') che analizza i nomi delle strade e delle piazze ed il loro studio storico-linguistico. A differenza infatti della toponomastica, che studia i nomi attribuiti ai luoghi in generale, e l'onomastica che è lo studio dei nomi propri di tutti i generi e delle loro origini, l'odonomastica studia nello specifico la genesi dei nomi delle vie ed è utile anche per dedurre le storie, i fatti e gli accadimenti che interessano o hanno interessato una città. Tale disciplina è particolarmente complessa per città stratificate come la nostra Capitale, tanto da esserci una sezione di Wikipedia specifica per l'Odonomastica di Roma. Da qui infatti apprendiamo che, data la varietà di nomi delle strade della città, questi vengono innanzitutto distinti tra nomi di animali, mestieri, statue e monumenti presenti in questi luoghi.

Ma, al di là della lezione culturale che queste definizioni possono lasciarci, l'odonomastica, anche definita come odonimia, onomastica urbana o onomastica stradale, è importante per capire l'evoluzione di una città, dei suoi costumi e delle sue influenze storico-ideologico e socio-economiche. Sarà difficile da immaginare ma, ad esempio Via del Babuino si chiamava in realtà anticamente in un altro modo: via dell’Orto di Napoli e via del Cavalletto prima, poi via Clementina e infine via Paolina. Ma nel 1571 Pio V fece qui installare una nuova fontana ad uso pubblico, su cui era collocata la statua del Sileno, che divenne così famosa per la sua bruttezza da essere paragonata ad una scimmia: da qui ‘er babuino', che diede poi il nome alla famosa strada. Campo de’ Fiori è così denominato in quanto, fino al 1400, la zona non era edificata e si presentava realmente come un campo ricoperto di fiori che digradava fino al Tevere in un manto di colori e profumi. Ecco dunque una selezione delle storie e dei fatti che hanno originato tali odonimi.