Nel mondo sono oltre 285 milioni le persone ipovedenti. E nonostante la nostra società sia sempre più tecnologica, molte delle cose che noi utilizziamo quotidianamente, come smartphone, tablet o anche orologi, non sono accessibili alle persone con disabilità visiva. Così l'idea del primo smartwatch per non vedenti sembra davvero geniale: si chiama Dot ed è in grado di visualizzare il testo in Braille

L'idea è decollato quando Eric Kim, il nostro fondatore e CEO, si è imbattuto in un compagno di classe cieco mentre portava grandi libri ingombranti in Braille durante i suoi studi presso l'Università di Washington. Si rese conto che, mentre la maggior parte degli studenti stavano usando dispositivi tablet in classe, questo particolare studente non era in grado di sfruttare le nuove tecnologie ampiamente disponibili. La realtà è che l'accesso alle informazioni inclusive è limitato da barriere di costo e dalla mancanza di innovazione. Mentre molti prodotti sono progettati esclusivamente per la maggior parte delle persone senza disabilità, la comunità di non vedenti non può beneficiare di gran parte di questi progressi.

Ci sono voluti tre anni per realizzare Dot. Il primo smartwatch per non vedenti è davvero semplice da usare: il display sul polso è caratterizzato da 4 celle Braille dinamiche, ognuna costituita da sei pallini, attraverso cui gli utenti possono leggere lo schermo. Era essenziale per la società capire come proteggere i minuscoli elementi del linguaggio Braille, in modo che restassero tattili. Gli utenti inoltre possono usare dei pulsanti laterali allo smartwatch per inviare delle risposte semplici e possono regolare la velocità di apprendimento delle informazioni in base alle proprie esigenze. Dot si può connettere a uno smartphone via Bluetooth (come qualsiasi altro SmartWatch) e può ricevere qualsiasi testo da qualsiasi applicazione o servizio (da Messenger a Google Maps).

A differenza degli altri dispositivi digitali per non vedenti, che usano il suono per comunicare, Dot è il primo che usa il linguaggio Braille. Il suono infatti non garantisce l'utilizzo dei dispositivi digitali per i sordociechi e ne rende difficile l'uso per tutti i non vedenti in situazione di maggiore confusione perché necessita di cuffie per l'ascolto. Altri dispositivi che utilizzano il linguaggio Braille, invece, sono generalmente molto costosi e solo il 5% della comunità di ipovedenti ne possiede qualcuno. Da marzo 2017 l'azienda sud coreana di Dot inizierà a consegnare il prodotto a 140.000 sostenitori del progetto mentre altri 1.000 esemplari saranno distribuiti ad alcuni negozi di Londra la costo di 320 sterline. Dot è stato anche premiato col Design Award 2016.