in foto: Photo credit Foster + Partners.

Il continente africano sta crescendo troppo rapidamente per consentire di realizzare una rete stradale in grado di servire tutto il territorio. Lo sviluppo dell'Africa ha determinato il manifestarsi di nuove esigenze per le quali necessiterebbero ingenti investimenti e un mezzo di trasporto alternativo risulta dunque necessario. Basti pensare che un terzo degli africani vive a due chilometri di distanza da una strada principale. Non potendo ancora contare su infrastrutture adeguate, che siano ferroviarie o stradali, è stato presentato il progetto per qualcosa mai realizzato prima in nessun altro paese: un aeroporto per droni in modo da sfruttare i trasporti per cielo. A partire dal 2016 saranno così realizzati una serie di percorsi per droni che renderanno possibile l'erogazione di forniture urgenti e preziose, come i medicinali, anche in aree remote dell'Africa. Il progetto si intitola Droneport ed è una collaborazione tra Afrotech, École Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL), la Fondazione Norman Foster; e Foster + Partners.

Photo credit Foster + Partners.in foto: Photo credit Foster + Partners.

Oltre le montagne, i laghi e i fiumi, ovunque ci sarà una mancanza di strade o ferrovie arriverà un drone. Grazie a Droneport sarà possibile trasportare le unità di sangue portando aiuti a bambini e madri gravemente anemici, così come per i pazienti traumatizzati. Il progetto servirà a dimostrare che i droni possono salvare vite umane e migliorarne l'esistenza in Africa. I Droneport consentiranno il collegamento tra aree remote del territorio africano e a prezzi accessibili. Il progetto disegnato da Norman Foster è una struttura collocata in luoghi già abitati, che utilizza mattoni e risorse locali e permetterà l'atterraggio sicuro di droni.

Il Droneport avrà come caratteristica principale la molteplicità di usi, ci sarà infatti una clinica, un negozio di fabbricazione digitale, una sala corriere e un hub di scambio di e-commerce, diventando parte della vita della comunità locale. I percorsi saranno sviluppati su due reti: una redline che utilizza i droni più piccoli per forniture mediche e di emergenza; e una Blueline commerciale per carichi utili più grandi, come i pezzi di ricambio, l'elettronica e l'e-commerce. Droneport darà inoltre occupazioni a molti abitanti locali che verranno anche inseriti in settori a loro prima sconosciuti. Il progetto pilota partirà dal Ruanda ma entro il 2020 si prevede che la tecnologia diventerà più robusta e capace di sollevare 20 chili o più su distanze di centinaia di chilometri in modo da espandersi in tutta l'Africa. La rivoluzione nel continente nero passa dal cielo.

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