I più noti progettisti mondiali, in collaborazione con le eccellenza della produzione internazionale, si danno ogni anno appuntamento in quello che è diventato l'evento più atteso della settimana del design milanese: la mostra di INTERNI presso i Cortili dell'Università degli Studi di Milano, all’Orto Botanico di Brera e, per la prima volta, in Corso Venezia 11, che inaugura il Fuorisalone.

Per la 20esima edizione, “MATERIAL IMMATERIAL” è il nome dell’attesissima mostra-evento ideata dal mensile INTERNI. Da Massimo Iosa Ghini a Ron Arad, dai fratelli Mendini a Sergei Tchoban, da Antonio Citterio a studio BIG, sono solo alcuni dei nomi che hanno preso parte quest'anno all'evento che apre la settimana del design milanese. Ogni progettista ed azienda, insieme, ha partecipato alla mostra con un'installazione che interpreta il tema dell'evento e che arricchisce i Cortili dell'Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera e, per la prima volta, l’Audi City Lab, in Corso Venezia 11, dove negli spazi dell'ex Seminario Arcivescovile il portale sarà illuminato da un’installazione di Ingo Maurer.

Il tema della nostra mostra evento, giunta alla sua 20° edizione, invita a esplorare la doppia anima del progetto: da un lato l’universo della realizzazione concreta, che con i materiali – legno, ceramica, metalli, materiali plastici e fibre naturali – costituisce l’essenza fisica del progetto; dall’altro la dimensione immateriale della creazione, a partire dal pensiero del progettista, sempre più coadiuvato da tecnologie digitali e dalla realtà virtuale, ambiti di ricerca del prossimo futuro. Nella realizzazione di queste installazioni sperimentali e interattive, collaboriamo con aziende leader nel campo dell’innovazione e della ricerca, con imprese che rappresentano brand affermati a livello internazionale e con piccoli produttori di nicchia che sostengono l’imprenditorialità e la creatività”, conclude il Direttore del magazine.

Gilda Bojardi, direttore di INTERNI.

L'installazione dello studio Big (Bjarke Ingels Group), nel Loggiato est, è una scritta al neon "QUICK BROWN FOX JUMPS OVER THE LAZY DOG" che rappresenta un pangramma, cioè una frase di senso compiuto nella quale vengono compaiono tutte le lettere dell’alfabeto. L'installazione, resa possibile da Alphabet of Light, il nuovo sistema di luci disegnato da Big per Artemide, è una presenza di luce nello spazio, che contrappone la sia leggerezza alla fisicità e materialità dell’edificio storico.

Michele De Lucchi per Ferragamo Parfums, ha ideato Lo Scalone, un vero e proprio sistema di scale in legno che collega il Cortile d’Onore al Loggiato Ovest mettendo in evidenza le straordinarie proporzioni del chiostro della Ca’ Granda. La materialità del legno di recupero e l'immaterialità delle regole classiche dell’architettura storica si giustappongono e definiscono i concetti di armonia e bellezza. Lo scalone, che funge anche da gradinata per sedersi e include un ballatoiopalcoscenico, diventa una sorta di piazza aperta per la convivialità e la riflessione.

Lo Scalone di Michele De Lucchiin foto: Lo Scalone di Michele De Lucchi

Nel Cortile della Farmacia lo spazio viene raddoppiato dall'installazione di Antonio Citterio e Patricia Viel. Grazie a quinte a specchio alte sei metri e a lastre appoggiate, con una sorgente di luce radente dal basso, si realizza un'illusione ottica che sembra raddoppiare lo spazio anche se in realtà per metà il cortile resta inalterato. I due progettisti riescono così a creare un interno architettonico perfettamente simmetrico e decorato dalla ricchezza visiva e cromatica delle lastre di gres di Marazzi.

Nel Cortile del 700 trova posto City Dna, un’installazione composta da quattro settori con schermi a led e superfici specchianti poste a 90 gradi, progettata dagli architetti Sergei Tchoban, Sergey Kuznetsov e Agniya Sterligova allo scopo di riprodurre una città e la sua morfologia. Nel Cortile dei Bagni, Massimo Iosa Ghini sviluppa l’antico tema del dualismo tra materiale e immateriale con l'installazione I-M-Material, composta da un grande ottagono percorribile al suo interno con specchi ed elementi di ceramica. Ron Arad, con Illy, crea nel Cortile d'Onore l’installazione Spyre, una scultura che con il suo occhio digitale sembra guardarci, spiarci, per esprimere una personale visione del mondo. E ancora Alessandro e Francesco Mendini con Elegant Living, Shop Architects con NBK e Metalsigma, Simone Micheli con Valsir, Italo Rota con MR, Kat Von D con Sephora, e molti altri ancora, da scoprire a Milano fino al 15 aprile.