A Baku, la capitale, la più grande città e il più grande porto di tutto il Caucaso, l’Heydar Aliyev Centre ha riaperto recentemente con uno nuovo look molto contemporaneo firmato da Zaha Hadid. Gli interni sono invece dell’Architetto Thierry Beillevaire dello Studio Creative Architecture & Urbanisme. Un progetto curato, caldo e accogliente, un nuovo monumento nazionale del paese e per svilupparlo in un rapporto di continuità e di rispetto verso la cultura locale e le origini del paese. 

Oltre 110mila metri quadrati, con un museo, archivi, biblioteca, centro conferenze: il fulcro di una vocazione al contemporaneo che da qualche tempo caratterizza lo stato caucasico ex sovietico, vista anche a Venezia in occasione della recente vernice della Biennale, con la forte presenza azera, specie con l’attività della Yarat Foundation. Ora il centro è pronto con una forte impronta italiana: è infatti Gianni Mercurio il curatore della mostra che potrà essere visitata fino al 5 settembre, Andy Warhol, Life, Death and Beauty. Un’ottantina di opere dagli anni cinquanta, comprese fotografie e video, per un’esposizione realizzata in collaborazione con il Warhol Museum.

Ho ripreso nella struttura uno spunto dalla mostra del Chiostro del Bramante di qualche anno fa, cercando di evidenziare quanto Warhol fosse stato un ‘profeta degli stati d’animo’, cioè anticipatore di tendenze e comportamenti della società, per esempio la sua progressiva estetizzazione, che aveva intuito già negli anni sessanta e di cui oggi vediamo la deriva.