Passeggiando per le strade di Napoli è inevitabile non accorgersi di trovarsi in una città carica di mistero, una città dove sarco e profano camminano a braccetto e ogni luogo nasconde il suo segreto. Nei vicoli, nelle piazze, nei monumenti e nei palazzi della città si possono annoverare numerossisime storie terrificanti, racconti di fantasmi che hanno spaventato da sempre i napoletani e non solo. Entità sospese tra il mito e la storia animano diversi luoghi della città: il munaciello, la bella ’mbriana, il diavolo travestito da enorme maiale sono solo alcuni dei fantasmi leggendari di Napoli. Spesso molti dei racconti misteriosi e spaventosi sono episodi concreti, talvolta macchiati di sangue e poi diventati leggende ancora vive tra i vicoli della città. Molti dei racconti vengono tramandati di padre in figlio fino a giungere ai giorni nostri, invariati. Attraverso alcuni luoghi simbolo della città vi racconteremo le storie più spaventose di Napoli.

Spiriti, streghe e altre figure mitiche protagoniste di diverse leggende popolari, caratterizzano le storie che si raccontano su luoghi tenebrosi di Napoli. ‘O Munaciello, la Bella ‘Mbriana e la Janara rientrano in questa categoria e nessuno che si possa definire napoletano può non aver sentito parlarne almeno una volta nella propria vita. Spesso anche le case dei napoletani sembrano essere infestate da esseri senza tempo, figure senza forma, fantasmi.

Il personaggio esoterico più famoso della tradizione napoletana è il Munaciello: uno spirito dispettoso che infesta le vecchie case con scherzi e malefatte e sul quale sono sorti infiniti detti e leggende. Il popolo napoletano ha due versioni sulle origini del munaciello. "Inizialmente tale figura veniva associata alla Napoli sotterranea, agli antichi lavoratori dei pozzi d’acqua, i cosiddetti pozzari, che avevano facile accesso alle case passando attraverso i cunicoli che servivano a calare il secchio nei pozzi. I pozzari-munacielli facevano i dispetti nelle abitazioni quando i proprietari dei pozzi non provvedevano a pagarli per i loro servizi". Accanto a tale versione c’è invece una teoria esoterica che rende il munaciello una presenza demoniaca vestita da frate che sembra fare riferimento ad una vicenda del 1445, narrante dell’amore contrastato di due giovani: "Catarinella Frezza, figlia di un ricco mercante di stoffe, e Stefano Mariconda, un garzone. Il loro amore finì in tragedia. Stefano venne assassinato nel luogo dove i due innamorati erano soliti incontrarsi in segreto, mentre lei fu rinchiusa in un convento dove diede alla luce un bambino malformato. Le suore del convento adottarono il bambino vestendolo sin da piccolo con abiti monacali e con il cappuccio per mascherarne le deformità. Per le strade di Napoli egli assunse l’appellativo di munaciello. Il bimbo morì in modo misterioso. Sin da subito gli vennero conferiti poteri magici, e la sua figura fu associata alla parte cattiva dell’anima umana, al demonio che si nasconde e che è sempre pronto ad afferrarci" (Fonte Comune di Napoli). Tante sono le testimonianze che attestano l'apparizione del munaciello in casa propria. A volte il piccolo frate dispettoso può mostrarsi anche benevolo con doni in moneta, ma non bisogna raccontare l’accaduto a nessuno, altrimenti il munaciello si accanirà nei confronti del proprietario di casa. Questa è solo una delle tante storie mitiche che si raccontano tra le strade di Napoli. Ecco le figure e i racconti più spettrali che terrorizzano ancora oggi alcuni luoghi della città.