Sensuali, raffinati, allusivi, ricchi di riferimenti colti, evocativi di un'epoca, la Belle Epoque, della Vienna di fine ‘800, i modelli usati nelle opere di Gustave Klimt rendono omaggio alla femminilità e al desiderio amoroso, all'opulenza e alla bellezza naturale. Le donne di Klimts sono ricordate nella storia dell'arte per il loro inquietante fascino, donne eleganti, desiderose di vita. Come sarebbero queste donne se vivessero realmente? Come sarebbero le figure di Klimt in carne ed ossa? E le scene da lui rappresentate, quelle di un'umanità dai toni cangianti, dai corpi elastici e lo splendore fluorescente della pelle, come si mostrerebbero ai nostri occhi? La fotografa Inge Prader ha provato ad immaginarlo nelle sue immagini in cui ripropone alcuni dei dipinti più famosi di Klimt con modelli e modelle in carne ed ossa.

I dipinti di Klimt prendono vita: attraverso la fotografia di Inge Prader le figure plastiche e sensuali di Klimt diventano reali. In occasione del Life Ball di Vienna, un evento di beneficenza che tende a raccogliere i fondi a favore della lotta contro l'AIDS, la fotografa americana ha realizzato una serie di scatti con modelli e modelle in carne ed ossa riproducendo le scene rappresentate nelle opere di Klimt, cercando di preservare quella bellezza e decadenza espresse dai dipinti. Il risultato di queste immagini è sorprendente. Scene voluttuose e sensuali si mostrano agli occhi degli osservatori in un ritmo dinamico che quasi cattura all'interno del quadro. Come se i dipinti di Klimt fossero stati sempre in movimento a dimostrazione che la realtà a volte può superare la finzione.