Non solo edifici abbandonati, ma interi paesi fantasma! L'Italia è costellata da un numero elevatissimo di piccoli borghi, cittadine, località un tempo abitate, sparsi più o meno omogeneamente su tutta la penisola, che, nel corso degli ultimi decenni, hanno subito il fenomeno dell'abbandono. Generalmente si tratta di paesi isolati, da sempre caratterizzati da un basso numero di abitanti che, a seguito di calamità o di migrazioni, hanno vissuto un improvviso spopolamento e la lenta rovina dei propri edifici lasciati all'incuria del tempo. Da Nord a Sud, regione per regione, la lista dei luoghi e dei paesi abbandonati d'Italia, da tempo privi di vita, dimenticati, è davvero lunga e ricca di aneddoti curiosi, storie tristi, a volte tragiche, che rendono questi posti ancora più suggestivi.

Apice vecchiain foto: Apice vecchia

Paesi fantasma dunque, "uguali nei silenzi, nelle suggestioni, nei paesaggi fatti di architetture sbrecciate, nel senso di inquietudine che trasmettono, diversi nell’anima, ognuno con un suo carattere, ognuno con una storia da raccontare, con un motivo diverso per essersi trasformati, a volte in pochissimo tempo, da località piene di vita a luoghi solitari circondati da un alone di mistero e per questo evitati dalla gente fino ad essere dimenticati", che il giovane geologo Fabio Di Bitonto e Maggy Bettolla provano a raccontare, recensire, far conoscere sul loro sito www.paesifantasma.it: un progetto nato inizialmente con una pagina pubblica su Facebook per poi approdare, dato il successo e consenso generale, sul web, prima come blog poi come sito ufficiale, ma sempre guidato dall'idea di far “rivivere” tali luoghi attraverso la conoscenza della loro storia, dei loro personaggi e della loro fine, cercando di recuperare la memoria di posti che non dovrebbero essere dimenticati, luoghi non solo del nostro territorio ma paesi dimenticati, isolati e abbandonati in giro per il mondo, dove il tempo si è fermato.

Che L'Italia poi, più di ogni altro paese al mondo, sia caratterizzata da una storia di ricchezze dimenticate, degradate o non valorizzate è ormai un innegabile dato di fatto, e gli ultimi tragici eventi di Napoli, la morte di Salvatore Giordano, ne sono la triste dimostrazione. Tra queste ricchezze, paesaggistiche, culturali e identitarie, ci sono sicuramente i borghi e i paesi fantasma, città prive di popolazione in cui il degrado e la natura imperversano per le strade e nelle case, luoghi abbandonati a causa di disastri ambientali, soprattutto terremoti in Italia, guerre, fattori economico – commerciali, epidemie, espropri dei Governi, fattori sociali come la necessità di trovare lavoro altrove, che hanno portato, progressivamente, allo svuotamento totale di alcuni di queste località.

San Pietro Infinein foto: San Pietro Infine

C'è il piccolo borgo di Romagnano al Monte, nella provincia di Salerno, arroccato sul vertice di una collina a 650 metri dal livello del mare al confine tra Campania e Basilicata, che sorge su una delle aree italiane a maggiore rischio sismico: nel corso della sua storia millenaria il paese è stato ripetutamente danneggiato da eventi sismici fino al 23 novembre 1980 quando, durante il terremoto dell’Irpinia (scala di magnitudo 6,9), la terra tremò per 90 secondi provocando irreparabili danni strutturali agli edifici; vista la particolare posizione gli abitanti furono evacuati ed il paese ricostruito a circa 2 km di distanza. C'è San Pietro Infine (CE) che fu bombardato durante la seconda guerra mondiale ed oggi è stato ricollocato in altro loco; la vecchia città versa in stato di abbandono ed al suo interno hanno fondato il “museo della Memoria”. Cirella Vecchia (CS), bombardata e rasa al suolo dai Francesi nel 1806, che dopo una storia millenaria oggi è un paese fantasma. O ancora Brento Sanico (FI) che è un esempio di quei paesi fantasma a causa della costruzione di strade ed autostrade per agevolare il commercio, durante il XX secolo: da sempre luogo importante per l’escavazione della pietra serena e per secoli, punto di ristoro per tantissimi viaggiatori, era situato sull’unica strada che metteva in comunicazione Firenze con la Romagna; il progresso con la costruzione di nuove strade l’ha però condannato all'abbandono.

Alcuni dati parlano di più di 5000 paesi fantasma, di cui quasi 3000 a totale rischio di estinzione. Pezzi d'Italia la cui sparizione comporta non solo la perdita di storie ma anche di potenziali ricchezze turistiche e abitative. A partire dagli anni novanta, forse anche grazie ad un rinnovato nascente interesse per stili di vita molto diversi da quelli metropolitani, si è assistito alla nascita di iniziative e progetti per recuperare e ridare vita ad alcuni di questi luoghi, vere ricchezze del nostro Paese. Enti, organizzazioni ed associazioni come "Borghi più belli d'Italia" e Touring club italiano, ma anche privati sensibili a certe suggestioni del nostro territorio o anche solo capaci di intravedere il tesoro nascosto dietro i paesi fantasmi, hanno cercato di creare delle vere e proprie reti di collaborazione per dare vita ad una sorta di valorizzazione a fini di turismo consapevole e a volte anche la nascita di un vero business come la creazione di un albergo esteso in un intero borgo. Ma non basta! La salvaguardia di questi luoghi così suggestivi e unici passa soprattutto da una presa di coscienza forte e decisa: "questo spaccato d’Italia costituisce anche uno spaccato di storia del nostro paese", si legge sul sito di paesifantasmi.it, "ragion per cui la valorizzazione ed il recupero sono obiettivi da perseguire quanto prima".