In genere quando si prova a vendere una proprietà si cerca sempre di nascondere quelli che sono i suoi "difetti", quelle pecche che solo il proprietario conosce e che non vorrebbe mai esternare in modo da evitare un eventuale deprezzamento dell'immobile. Non sempre però si riesce a capire dove il proprio immobile difetta o spesso non si sa far emergere attraverso le immagini i pregi della proprietà: è in questi casi che gli agenti immobiliari vengono in soccorso del proprio cliente cercando di rendere un immobile da vendere più attraente di quel che possa essere nella realtà. Ma nel Regno Unito esiste un fotografo che è diventato il terrore di ogni agente immobiliare raccogliendo una grande quantità di immagini di immobili in vendita davvero poco allettanti. Il suo nome è Andy Donaldson, e la sua raccolta di foto ha dell'esilarante.

"Terrible real estate agent photographs" è il blog di Andy Donaldson, in cui il terribile fotografo raccoglie tutte le peggiori immagini di annunci immobiliari scattate da professionisti del settore. La sua pagina testimonia di immagini davvero maldestre e assurde per pubblicizzare un immobile, strizzando l'occhio a chi a premuto il pulsante della macchina fotografica e a a chi ha deciso di utilizzare certe immagini per riuscire a vendere un immobile. Iniziato come hobby, la raccolta delle peggiori immagini di annunci immobiliare è diventata un'attività redditizia per Andy tanto da realizzare anche un libro in vendita su Amazon con oltre 100 foto inedite: "Il mantra della location spesso riguarda l'acquisto di una casa, ma alcuni agenti immobiliari farebbero bene ad applicarlo alla propria fotografia. Mettereste mai l'obbiettivo, per esempio, di fronte a una sedia da giardino fossilizzata? Un posacenere straripante? Un parente anziano che crede di essere fuori campo? Alla biancheria intima sporca? A tende psichedeliche? Fuori ogni contatto con la realtà…alcuni dei peggiori agenti immobiliari dovrebbero forse prendere in considerazione di trasferirsi in un altro settore. Fortunatamente per noi, non l'hanno ancora fatto. Le fotografie qui raccolte sono una fonte inesauribile di confusione, frustrazione e, perversamente, di soddisfazione".