Con l'avvento delle nuove forme di produzione e consumo, il vecchio sistema energetico, così come lo conosciamo, è ormai obsoleto. La ricerca e l'uso di nuove fonti energia rinnovabile ha condotto alla collasso del vecchio sistema di produzione di energia. Molte grandi centrali elettriche hanno chiuso. In giro per il mondo è sempre più frequente imbattersi in siti industriali abbandonati e in disuso, spesso destinati a diventare luoghi fantasma, testimonianze di un passato florido ormai trascorso. A volte però si assiste a qualcosa di inaspettato, ad una rinascita di alcuni grandi impianti industriali come spazi pubblici, centri culturali e di intrattenimento che attirano visitatori da ogni parte del Pianeta.

Grandi centrali elettriche sono trasformate in musei, parchi divertimento ed hub culturali. Molte delle strutture destinate alla produzione di energia di fine Ottocento o inizio Novecento sono state oggetto di dismissione e riconversione in luoghi polifunzionali destinati alla comunità. È questo il destino di molte centrali (idroelettriche, nucleari, a carbone) in disuso in seguito alle varie crisi economiche, alla trasformazione del sistema energetico e al diffondersi delle tematiche di sostenibilità e fonti rinnovabili nel mondo. Vari siti industriali oggi sono diventati spazi pubblici che producono creatività, cultura ed innovazione. Anche l'Enel si sta facendo promotrice di un progetto, Futur-e, di riconversione di alcune centrali obsolete d'Italia. Sono 23 gli impianti in disuso che Enel intende trasformare in un nuovi luoghi attrattivi per la comunità, con un approccio ambientale sostenibile.

Consumiamo meno energia, più pulita e in modo più efficiente. Le ragioni sono diverse e allo stesso tempo comuni alla maggior parte dei Paesi più sviluppati del Pianeta: l’evoluzione del mercato energetico si unisce a quella economica, tecnologica, politica e sociale.

In Italia la domanda di elettricità sta calando ed è in corso una profonda trasformazione dell’intero sistema di produzione e distribuzione dell’energia. Nel corso degli ultimi anni l’attività industriale si è ridotta ed è diventata più efficiente, e nel contempo le fonti rinnovabili sono cresciute, la sensibilità ambientale è sempre più diffusa e le dinamiche che regolano il mercato stanno aprendo nuovi orizzonti.

Sino a pochi anni fa, pochi grandi centrali producevano energia per tutto il Paese. Oggi piccoli impianti, rinnovabili e non, diffusi lungo tutta la penisola, stanno dando forma a un nuovo modello più distribuito di generazione nel quale l’energia pulita ha un ruolo crescente.

Le grandi centrali più efficienti restano fondamentali per soddisfare il fabbisogno e garantire la sicurezza del sistema energetico, ma la capacità produttiva degli impianti termoelettrici italiani è in evidente eccedenza.

Il programma di riconversione dei 23 impianti coinvolti nel progetto Futur-e è un'iniziativa necessaria, ma soprattutto un’occasione per aprire nuove opportunità di sviluppo ai territori che li ospitano.

Enel

Dagli Stati Uniti alla Cina, passando dall’Inghilterra e la Spagna, sono tanti esempi di centrali elettriche ed impianti industriali che sono stati dismessi per essere riconvertiti in musei, centri polifunzionali o spazi ricreativi e culturali. Uno dei casi più riusciti è sicuramente la Tate Modern a Londra che sino al 1981 si chiamava Bankside Power Station ed era la principale centrale termoelettrica della capitale inglese ma oggi è uno dei musei di arte contemporanea più famosi e frequentati del mondo. Anche il CaixaForum di Madrid è un esempio di eccellente trasformazione: l’edificio, che una volta ospitava la centrale elettrica di Mediodía, è stato ristrutturato dallo studio degli architetti Herzog & De Meuron ed è diventato un centro socioculturale del XXI secolo che ospita mostre, concerti ed eventi di ogni genere. Due sono le caratteristiche che rendono inconfondibile il CaixaForum di Madrid: il giardino verticale e l'apparente stato di “levitazione”; ed è per questo che l'edificio è considerato una delle icone della capitale spagnola.

Anche in Italia abbiamo esempi di riconversione di ex impianti industriali:
è il caso della Centrale Montemartini, che era una centrale termoelettrica di Roma, inaugurata nel 1912 come primo impianto pubblico di produzione elettrica dell'allora "Azienda elettrica municipale" (oggi Acea), e che dal 2005 è inserita nel circuito dei musei capitolini con un'esposizione permanente di busti e statue antichi accanto ai macchinari restaurati dell'ex impianto. La centrale Montemartini è stata definita "uno tra i dieci più bei posti di Europa" dal The Guardian. A Trento c'è invece la Centrale Fies, che è un caso anomalo nel panorama della riconversione perché è un centro di creazione e produzione delle arti contemporanee all’interno di una centrale idroelettrica ancora in funzione.

Centrale Montemartini, Roma
in foto: Centrale Montemartini, Roma

Celebre è il caso del Berghain di Berlino, che era una ex centrale elettrica di Berlino est e oggi ospita uno dei club underground più importanti al mondo dal 2004; la sala principale, con un soffitto alto 18 metri, si trova proprio dove erano collocate le principali attività della centrale e il locale è sicuramente una dei club più suggestivi al mondo. Un esempio particolare è invece il Manufaktura di Łódź in Polonia che nasce dalla riconversione di un intero quartiere industriale, con centrali del gas e fabbriche tessili: oggi il sito è stato trasformato in un grande centro culturale, commerciale, di servizio e di intrattenimento, unico al mondo. E poi la Power Station of Art di Shanghai che dal 2007, nelle sale occupate un tempo da turbine, caldaie e alternatori, oggi espone opere di pittori contemporanei cinesi e internazionali. A Lisbona si trova invece il Museo Tejo, cioè il Museo dell'elettricità, che sorge in luogo della Centrale Tejo, uno dei più begli esempi di architettura industriale della prima metà del XX secolo in Portogallo. Il Seaholm Power Plant di Austin, negli Stati Uniti, è un esempio di riconversione più ampia perché quella che era una centrale elettrica sulla riva del Lady Bird Lake oggi è un'oasi urbana di uffici, residenze, negozi e ristoranti. Infine c'è il Santralistanbul di Istanbul, una struttura che un tempo accoglieva la centrale elettrica dell'Impero Ottomano ma che dal 2007 è un complesso artistico e culturale che ospita un museo di energia, un anfiteatro, sale da concerto e una biblioteca pubblica.