
Il Padiglione Giapponese, per questa edizione della 13. Biennale di Architettura, è stato curato da Toyo Ito. Il progetto dell’architetto giapponese chiamato Home-for-All, è stato creato dopo il tragico terremoto che ha colpito il suo Paese a marzo 2011. In quell’occasione diversi architetti proponevano luoghi comuni dove parlare, mangiare, creare.
I luoghi di emergenza spesso sono progettati per star soli e riposare, i luoghi comuni sono trascurati e non rappresentano una buona e alternativa per socializzare e magari scongiurare l’accaduto parlandone. Su questa scia l’architetto ha coinvolto gli architetti della zona e ascoltando le esigenze dei residenti, si è cercato quindi di definire un’architettura che potesse rimettere in contatto le persone. Il primo edificio Home-for-All è stato inaugurato in autunno nella prefettura di Sendai e il secondo a Rikuzentakata è in fase di completamento. Il Padiglione per Venezia è stato realizzato recuperando i tronchi degli alberi danneggiati dallo tsunami, il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione degli architetti Kumiko Inui, Sou Fujimoto, Akihisa Hirata e il fotografo Naoya Hatakeyama e di alcuni cittadini dei luoghi colpiti da disastri. Importante dimostrazione di architettura pubblica e sociale.