"Il mio obiettivo è quello di offrire uno spazio dove l’uomo possa sentirsi protagonista nel silenzio della propria solitudine e, nel contempo, partecipe di un rito collettivo. È proprio dentro la complessità e la rapidità delle attuali trasformazioni che l’architetto è chiamato a elaborare queste nuove risposte progettuali", così Mario Botta definisce la sua architettura, molto influenzata da Le Corbusier, Carlo Scarpa e Louis Kahn, con cui ha avuto l'onore di lavorare durante gli anni della sua laurea presso l'Istituto Universitario d'Architettura di Venezia. Nel suo studio di Lugano, l’architetto ticinese progetta edifici che trovano la propria ragione d’essere nella consapevolezza di interpretare la sensibilità della cultura contemporanea e nel contempo evocare quel territorio di storia e di memoria che costituisce il vero patrimonio dell’identità dell’architettura europea. Da sempre impegnato in un’intensa attività didattica, nel corso degli ultimi anni si è attivato come ideatore e fondatore dell’Accademia di Architettura di Mendrisio dove insegna. Qui le telecamere di Fanpage hanno incontrato l'architetto di fama internazionale per un dialogo sull'architettura e sul panorama italiano attuale.

Nato a Mendrisio, Ticino, nel 1943, il celebre architetto inizia nel 1970 la sua attività professionale a Lugano: realizza le prime case unifamiliari nel Canton Ticino e successivamente numerosi progetti in tutto il mondo. La sua architettura risulta caratterizzata da un notevole pragmatismo e dalla creazione di uno Spazio architettonico forte e geometrico, spesso rivestito di mattoni in cotto edificati con un attento disegno del particolare architettonico. Sono caratteristici dei suoi lavori l'utilizzo del mattone e della pietra e gli edifici costituiti da volumi puri, tagliati e traforati da grandi spaccature. Tra le realizzazioni vanno ricordate: il teatro e casa per la cultura a Chambéry; la galleria d’arte Watari-um a Tokyo; la mediateca a Villeurbanne; il SFMOMA museo d’arte moderna a San Francisco; la cattedrale della resurrezione a Evry; il museo Jean Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità a Tel Aviv; la biblioteca municipale a Dortmund; il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il MART museo d’arte moderna e contemporanea a Rovereto; la torre Kyobo a Seoul; gli edifici amministrativi Tata CS a Nuova Delhi e Hyderabad; il museo Fondazione Bodmer a Cologny; il centro pastorale Giovanni XXIII a Seriate e la biblioteca a Bergamo; la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano, il nuovo casinò di Campione d’Italia, la chiesa del Santo Volto a Torino e il centro wellness Tschuggen Berg Oase ad Arosa, la galleria e museo d’arte della Tsinghua University in Beijing, gli uffici Leeum a Seul, le stazioni della metropolitana di Napoli, il nuovo auditorio di Rimini, il museo dell’architettura a Mendrisio.