
Nel 1968 esce “Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto” edito da Mazzotta, una serie di approfondimenti teorici che hanno aiutato a descrivere il concetto di kitsch in tutte le sue articolazioni, concetto che Dorfles per primo ha contribuito in modo decisivo a definire, a livello internazionale. Il testo di Dorfles è una vera pietra miliare per la comprensione e l’evoluzione del “cattivo gusto” dell’arte moderna; afferma che alcuni capolavori della storia dell’arte come il Mosé di Michelangelo, la Gioconda di Leonardo sono “divenuti emblemi kitsch perché ormai riprodotti trivialmente e conosciuti, non per i loro autentici valori ma per il surrogato sentimentale o tecnico dei loro valori.

L’esposizione ospita la rassegna di opere, selezionate da Gillo Dorfles per interpretare il concetto di kitsch. Un tema caro al filosofo ed esteta triestino che, attraverso le sue indagini critiche, ha contribuito alla sua definizione a livello internazionale. Gobbetto, riconosciuto come simbolo di creatività, design, architettura e Made in Italy, annovera importanti realizzazioni sia nazionali sia internazionali. Tra queste: “Uniting Painting”, un’insolita opera d’arte all’ingresso del Palazzo dell’Onu, firmata da Ranan Lurie per celebrare i sessant’anni delle Nazioni Unite; “Campo Expandido VII”, realizzata da Raymundo Sesma per la Mostra d’arte contemporanea Balelatina di Basilea; infine, la prestigiosa sponsorizzazione de “La Montagna di Sale”, l’imponente scultura di Mimmo Paladino, esposta in Piazza Reale a Milano nel 2011.