Nonostante l'anno fiscale 2012 per il Gruppo IKEA si sia concluso con vendite totali aumentate del 9,5% e l'utile netto è cresciuto del 8,0% a 3,2 miliardi di euro, In Italia la società svedese ha registrato un calo di vendite del 4,5%. La causa è sicuramente da ricercarsi nella crisi economica che da anni sta interessando la penisola.
In calo del 2% anche il numero di visitatori nei 20 punti vendita italiani nell'ultimo anno fiscale. Ma la recessione non ha bloccato il Gruppo IKEA che ha continuato con la sua politica economica abbassando i prezzi per i clienti e migliorando ulteriormente la qualità dei suoi prodotti. Grazie al maggiore volume di vendite mondiali e di una messa a fuoco continua proprio sui costi, è stato possibile reinvestire i profitti nella realizzazione di negozi nuovi come il nuovo punto vendita Ikea a Pisa. Inoltre il colosso svedese rivendica la forte attenzione verso il Made in Italy con oltre 8% di mobili italiani venduti nei suoi 338 punti vendita di tutto il mondo.

"Ikea è alla ricerca continua di possibili sviluppi degli acquisti in Italia che punta a incrementare; recentemente abbiamo individuato nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici, grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici".

(Lars Petersson, amministratore delegato di Ikea in Italia)

Con 6.058 dipendenti a tempo indeterminato e un 67 per cento del personale con contratti part-time di 24 ore settimanali, Ikea si conferma sicuramente un'oasi (o un miraggio?) nel panorama lavorativo italiano. Speriamo dunque che le famose riforme del governo arrivino tempestivamente e aiutino la situazione, se non a risollevarsi, almeno a non peggiorare.