Nella propria camera da letto, in ufficio, nel bar o su Facebook, esistono alcune immagini che hanno davvero fatto il giro del mondo. In vario formato, plastificate e a basso costo, queste immagini sono entrate nelle case e negli spazi di tutti come poster simbolo di un determinato sentimento. Ogni manifesto è diventato famoso perché porta con sé una serie di significati e valori inaspettati. Ogni poster racconta una storia che (forse) molti non conoscono e che nella maggior parte dei casi giustifica la grande diffusione e riconoscibilità stessa dell'immagine ma altre volte ne supera le stesse aspettative originarie. È il caso della foto di Che Guevara diventata simbolo dell'opposizione studentesca, dello spirito rivoluzionario in genere, riproposta non solo su poster e manifesti ma su bandiere, magliette e persino come immagine di alcuni profili di Facebook. E come Che Guevara, c'è il poster di "Keep calm and Carry on", quello con il volto di Barack Obama che evoca speranza "Hope", e molti altri ancora.

Ogni poster racconta una storia. Queste famose immagini, che tappezzano i muri e le pareti di tutto il mondo, raccontano un determinato periodo storico, un sentimento, di cui ne sono diventate l'icona. Dal manifesto che rappresenta la ripresa economica degli USA dopo la crisi del '29 a quello del bacio in Times Square che simboleggia la spontaneità dell'amore. Dietro ogni poster, dall'inglese "post" che significa "piazzare", c'è una storia divertente, triste, ironica, storica, che ha reso quella famosa immagine la summa dello spirito di un'epoca, di un movimento. Oggi quei poster da appendere viaggiano anche su canali virtuali, come Twitter, Instagram o Facebook, raggiungendo angoli sperduti del mondo ma il loro significato non cambia. Restano icone immutabili e intramontabili di un sentimento umano universale.

Che Guevara.

Il poster con il volto di Che Guevara oggi è sicuramente il simbolo della lotta sovversiva, dello spirito rivoluzionario ed è stato usato, soprattutto in Occidente, da studenti e rivoluzionari degli anni Settanta per manifestare la loro opposizione. Su bandiere, magliette, zaini e manifesti, l'immagine così realizzata, nera su fondo rosso, è opera dell'artista irlandese Jim Fitzpatrick che ha modificato lo scatto del 1960 di Alberto Korda.

I want you.

È dalla guerra di secessione che negli USA lo zio Sam è il simbolo del paese. Qui il personaggio iconico, vestito con i colori della bandiera statunitense, venne utilizzato dall'artista James Montgomery Flagg nel 1917 sulla copertina del Lesile’s Weekly per supportare la chiamata alle armi durante la Prima Guerra Mondiale.

Le chat noir.

Quest'immagine realizzata da Alexandre Steinlen è diventata il simbolo di Parigi e dell'Art Nouveau di Montmartre. In realtà il poster altro non è che l'insegna pubblicitaria dello storico locale Chat Noir di Rodolphe Salis, icona bohemien della Parigi di fine 19° secolo, che lo chiamò così perché sembra che durante i lavori di restauro incrociò un gatto nero.

Keep calm and Carry on.

Nel 1939 il governo britannico, agli inizi della Seconda Guerra Mondiale, realizzo alcuni manifesti da usare in caso di emergenza tra cui "Keep calm and Carry on" che non fu mai distribuito. Nel 2000 la libreria Barter Books di Alnwick comprò una scatola di vecchi libri e all'interno trovò alcune copie del manifesto britannico. Da qui la diffusione internazionale che ha reso questo poster una degli slogan più usati e abusati al mondo, dai media ai social, nelle case, nei bar e persino negli uffici.

We can do it!

Quello della donna muscolosa che mostra il braccio con i cappelli raccolti in una bandana è sicuramente uno dei manifesti più famosi del 20° secolo: icona della lotta femminista dagli anni Ottanta ad oggi, l'illustrazione fu però prodotta durante la Seconda Guerra Mondiale da Howard Miller come strumento per innalzare il livello di produttività e il morale delle lavoratrici impiegate nelle fabbriche di munizioni, mentre gli uomini erano al fronte.

V-J day in Time Square.

Un marinaio ell'US Navy e un infermiera si baciano a Times Square durante la parata per l'annuncio della fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo scatto fu realizzato alle 17.51 del 14 agosto 1945 da Alfred Eisenstaedt. Nonostante la foto catturi un bacio tra due perfetti sconosciuti colti in un momento di eccessivo entusiasmo, l'immagine posterizzata e customizzata all'infinito sui social network è diventata simbolo dell'amore spontaneo e passionale.

Lunch atop a Skyscrape.

Questa immagine, che ha fatto il giro del mondo, è stata scattata nel 1932 da Charles C. Ebbets sul cantiere di costruzione del nascente Rockfeller Center, a vari metri di altezza sopra la città di New York. La foto immortala un gruppo di operai del cantiere durante la propria pausa pranzo. Per questo è diventata il simbolo della ripresa economica degli Stati Uniti dopo la crisi economica del 1929. A ottant'anni di distanza da quello scasso è stata criticata la paternità di Charles C. Ebbets della foto in quanto pare che quella scena fosse stata organizzata dal proprietario del cantiere per promuoverne la realizzazione.