All'apparenza nascondono la loro recente costruzione queste sette chiese scavate nel cuore delle colline attorno al Cairo. La zona conosciuta come "Garbage City" è caratterizzata dalle colline Mokattam, a sud-est del Cairo, dove vivono gli Zabbaleen, una comunità di netturbini che hanno fatto della raccolta e riciclaggio di rifiuti la propria vita con più di 15.000 tonnellate di rifiuti che vengono prodotte dai 17,8 milioni di abitanti del Cairo. Qui, scavate nella roccia, sorgono sette incredibili chiese che formano quello che è considerato come uno dei più grandi monasteri copti in Egitto. I copri in Egitto sono i cristiani nativi perché qui il paese era a predominanza religiosa cristiana prima dell'arrivo dei musulmani.

Completamente scavate e scolpite nella roccia, le sette chiese dei cristiani copti del Cairo sono uno spettacolo per gli occhi. Per raggiungere il monastero nel cuore della montagna i fedeli devono percorrere sentieri frastagliati tra cumuli di rifiuti ma appena si arriva nel villaggio Zabbaleen, ai piedi delle colline dove all'interno sono state scavate le chiese, il colpo d'occhio è incredibile. Oggi le comunità cristiane in Egitto sono poche così gli Zabbaleen preferiscono restare tra le colline Mokattam dove da una popolazione di 800 abitanti nel 1980 si è passati a più di 30.000 Zabbaleen oggi.

Inizialmente quelli della comunità Zabbaleen erano insediamenti di fortuna, che si spostavano in città per evitare gli interventi della polizia municipale, ma dal 1975, quando è nata la chiesa di Mokattam, i cristiani copti hanno cominciato ad usare materiali più duraturi per costruire il proprio villaggio e a scavare nella montagna. Così sono sorte le sette chiese di Mokattam che sono tutte decorate con immagini della Bibbia scolpite nella roccia. Con una capienza di 20.000 fedeli, la chiesa rupestre di San Simon è la più grande del Medio Oriente. Nel complesso religioso delle colline di Mokattam è compreso anche un centro di educazione, una zona per i bambini e una scuola per sordi, ed è per questo che costituisce uno dei più grandi monasteri copti in Egitto.

Photo credit: Gianluigi Guercia
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