Sapevate che il palazzo dell'Armani Hotel ha una pianta a forma di A? E vi siete mai accorti che una delle statue del Duomo è identica alla Statua della Libertà di New York? Avete mai fatto la sauna in un tram? Ecco alcune dei luoghi insoliti, delle sculture nascoste e dei simboli misteriosi di una Milano che molti ignorano e che vengono descritti nella guida "Milano insolita e segreta" di Massimo Polidoro. Il curioso volume, edito da Jonglez, racconta di luoghi inaspettati e celati agli occhi dei visitatori più frettolosi, indicando anche come si può accedere a questi tesori nascosti e come visitare atelier di artisti e designer solitamente chiusi al pubblico.

Milano è una città che possiede uno dei più importanti patrimoni culturali d'Italia, ma al di là dei famosi siti turistici e dei percorsi di visita più frequentati, esistono una serie di luoghi nascosti, di piccoli e grandi tesori segreti, che solo i visitatori più curiosi o i viaggiatori che si allontanano dai sentieri più battuti possono scoprire. Questi misteri sono tutti raccolti nella guida "Milano insolita e segreta" dove, chi ha desiderio di scoperta, potrà conoscere la storia del cavallo di Leonardo Da Vinci per realizzare il quale ci sono voluti circa 500 anni. I più attenti potranno notare nella Cattedrale del Duomo di Milano, sul balcone sopra l’ingresso centrale della cattedrale, la statua di una figura femminile con il braccio alzato, la torcia in mano e la corona, che assomiglia alla Statua della Libertà: si tratta de La Legge Nuova, eseguita nel 1810 da C. Pacetti, che, secondo la leggenda, sarebbe stata presa a modello per la Statua realizzata da Bartholdi nel 1885 per New York.

in foto: Hotel Armani

I più attenti potranno notare la strana forma dell'Hotel Armani: l'albergo a cinque stelle di Giorgio Armani occupa l'intero isolato, tra Via Manzoni e Via dei Giardini. Qui lo stilista è riuscito fare dell'edificio un simbolo del marchio dell'azienda, impresso nel tessuto urbano di Milano: la pianta del palazzo ha infatti la forma di una gigantesca “A”. Una statua medievale di una ragazza che si rade il pube in pubblico caratterizza un bassorilievo del XII secolo sull’antica Porta Vittoria, oggi conservato nella sala VI del Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco. La Porta Vittoria, infatti, in origine era nota come “Porta Tosa” (che in milanese significa “ragazza”) o “Porta Tonsa” (da “tondersi”, cioè radersi) proprio per questa effigie che, nel XVI secolo, San Carlo Borromeo fece staccare; solo dopo la cacciata degli austriaci da Milano la Porta cambiò il nome.

Tra Via Santa Marta e Via Nerino c'è la via più stretta di Milano. Percorrere questa strada in pieno centro, dove a stento entra un'auto, può terrorizzare chi scopre che qui viveva il famigerato “Mostro di Milano”: si tratta di Antonio Boggia che, nella prima metà dell’800, uccideva a colpi di scure chi lo conosceva e andava a trovarlo nel suo magazzino-abitazione in Via Bagnera. In Corso San Gottardo 18 c'è una fila di case popolari che uno dei pochi esempi superstiti di casére, tipiche costruzioni milanesi dove il cortile è caratterizzato dalle linghere, i lunghi ballatoi di accesso agli alloggi, in fondo ai quali si trovava l’unico servizio igienico del piano.  Le case del corso creavano il pittoresco Borgo dei Furmaggiatt, perché qui venivano scaricate le forme di formaggio, prodotte dalla campagna a sud di Milano, nelle case affacciate sul Naviglio Pavese. E queste sono solo alcune delle curiosità di Milano che si possono scoprire.

Le casére in Corso San Gottardo 18in foto: Le casére in Corso San Gottardo 18