Milano, Londra e Lisbona, hanno qualcosa in comune per i prossimi cinque anni: tutte partecipano al progetto “Sharing Cities” che si propone di creare quartieri “smart” a emissioni “quasi” zero, per rispondere alle principali sfide ambientali delle città e migliorare la vita quotidiana dei suoi abitanti. A Milano arriva il primo quartiere intelligente. Il sindaco Giuseppe Sala e l'assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive con delega alle Smart City, Cristina Tajani, hanno fatto visita ad uno dei primi due edifici residenziali privati, in via Tito Livio 7, coinvolti nel progetto europeo Sharing Cities.

Il primo quartiere intelligente di Milano sorgerà a Porta Romana – Vettabbia. Qui gli edifici e le strade saranno interessati da una serie di interventi in grado di migliorare la qualità dell'aria, ridurre le emissioni e rendere la zona più eco-sostenibili. Gli edifici saranno rivestiti da cappotti isolanti per tagliare anche del 60 per cento il consumo energetico; lungo le strade verranno installati lampioni LED con sensori WiFi che aumentano la luminosità quando passano i pedoni; i condomini verranno dotati di un servizio sharing di auto e bici con colonnine di ricarica condominiali e molte altre soluzioni smart per la città.

Il progetto “Sharing Cities” a Milano è stato inaugurato dal Sindaco Giuseppe Sala. I primi due condomini privati interessati sono due palazzi degli anni Sessanta di via Verro 78B e via Tito Livio 7. Il progetto si sviluppa in una parte di Milano in grande trasformazione grazie alla recente riqualificazione dell'area occupata dalla Fondazione Prada, al nuovo campus universitario della Bocconi w all’intervento Symbiosis. Qui saranno messe: a disposizione degli abitanti 60 veicoli di car sharing elettrico disponibili in strada più due auto a disposizione del car sharing condominiale, 150 bici elettriche, 76 punti di ricarica di colonnine elettriche e 125 stalli di parcheggio intelligenti. Ai primi due edifici residenziali del distretto, ne seguiranno altri tre e due edifici pubblici di via San Bernardo. Il quartiere Porta Romana – Vettabbia sarà poi un laboratorio di trasformazione ed innovazione per l’intera città.

La nostra città sul tema delle sharing cities ha conosciuto negli ultimi 3 anni un’evoluzione straordinaria e nei prossimi 5-10 anni sarà ancora più evidente. Abbiamo affiancato alle infrastrutture beni immateriali come i mezzi di trasporto in condivisione, che sono ormai entrati a far parte delle abitudini quotidiane dei cittadini. Il prossimo passo sarà personalizzare i servizi in base alle esigenze di chi li usa. Questo progetto, che ha visto il coinvolgimento di Comune, associazioni, università ed enti privati, va proprio in questa direzione, individuando i servizi di sharing di cui i residenti del quartiere Porta Romana/Vettabbia avranno bisogno nei prossimi anni. E’ un progetto ambizioso, in cui Milano si dimostra ancora una volta avanguardista a livello nazionale e internazionale.

Assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran

“Sharing Cities” coinvolge Londra (capofila del progetto), Milano e Lisbona, che forniranno un modello ideale per altre tre città “follower”: Bordeaux, Burgas e Varsavia. Per l'implementazione del progetto “Sharing Cities”, Milano riceverà un contributo europeo complessivo di 25 milioni di euro: circa 8,6 milioni saranno destinati al partenariato locale della città di Milano e di questi circa 2,1 milioni di euro saranno introitati dal Comune. Serviranno cinque anni di lavori: tre anni per l’implementazione delle azioni di progetto e due anni per il monitoraggio. A Milano i primi interventi previsti si concentreranno nell’area tra Porta Romana e Vettabbia, come zona pilota. Gli interventi in futuro potrebbero essere estesi anche ad altri distretti della città. L'obiettivo è quello di rendere Milano una città intelligente, verde e inclusiva.