in foto: Keller Architettura – Photo credit Marcantonio Russo

Le riviste, i giornali, i libri ed il web ci regalano sempre immagini di case da sogno in cui tutti vorremmo vivere. Dietro quelle immagini si cela non solo il gusto di ciascun proprietario ma il lavoro di squadra di fotografi, interior designer, stylist ma soprattutto il progetto di un architetto. Gli architetti sono infatti spesso chiamati a realizzare case per ogni tipo di cliente ma come sono le abitazioni in cui scelgono di vivere? Abbiamo intrapreso un viaggio fotografico tra le mura domestiche di alcuni dei professionisti più affermati di Napoli per mostrare dove vivono gli architetti: dove se non nella propria abitazione l'architetto trasferisce sé e il suo senso dell'abitare?! Le case sono così autobiografie degli architetti ed il progetto fotografico è diventato un modo nuovo per scoprire alcune bellezze di Napoli, nelle sue contraddizioni ed eterogeneità.

Entrare nella casa altrui significa avere un accesso privilegiato alla sua vita privata, ai gusti, le passioni e le piccole manie. Quando ho iniziato questo viaggio fotografico alla scoperta delle abitazioni di alcuni degli architetti più stimati di Napoli, non avrei mai creduto di poter riuscire ad avvicinarmi ai loro caratteri e alle loro vite con delle semplici immagini. Antonio Martiniello, Vincenzo Corvino, Alberto Sifola, Aldo Maria di Chio e Marina Borrelli, Francesca Frendo, sono tutti architetti affermati con uno stile estremamente diverso tra loro. Alcuni nel tempo hanno scelto di dedicarsi a progetti pubblici e restauri, altri si sono specializzati nell'architettura residenziale e nell'interior design, ma tutti conservano una propria cifra stilistica di cui la casa ne è lo specchio. Fotografare le residenze di quelli che ho definito "I Fantastici 5" è stata l'occasione per capire molto delle loro personalità, del rapporto con la città e di Napoli stessa.

Il carattere di ogni architetto emerge dalla casa che a pensato per sé. Entrare nelle loro abitazioni, intime, affettive o esibizioniste, mi ha dato la possibilità di trarre considerazioni sull'intera loro produzione, sui loro rapporti e su come hanno scelto di condurre la propria vita. Il nostro viaggio fotografico diventa un punto di osservazione privilegiato sullo stile e l'opera di ciascun architetto, sul suo concetto dell'abitare e di vivere. Come affermava Heidegger "Solo se sappiamo abitare possiamo costruire". Le fotografie delle case de "I Fantastici 5" diventano, dunque, il pretesto non solo per delineare i segni che le caratterizzano ma per indagare la diversa personalità degli architetti scelti.

1. LA CASA-STUDIO DI ANTONIO MARTINIELLO.

Photo credit Marcantonio Russoin foto: Photo credit Marcantonio Russo

Al secondo piano di Palazzo Ruffo di Castelcicala, il principesco edificio del Settecento nel cuore di Napoli, Antonio Martiniello ha trovato il luogo perfetto in cui sviluppare la sua casa-studio. L'appartamento, che conserva e restaura l'antica residenza nobiliare, è un perfetto connubio tra antico e moderno. La casa-studio di Antonio Martiniello, e del suo alter ego Keller Architettura, si estende lungo tutto il piano dello storico edificio con stanze senza corridoi né disimpegni. Martiniello, dopo la laurea in architettura alla facoltà di Napoli e le prime esperienze di studio in Austria (dove ha fondato Keller Architettura), ha deciso di tornare a Napoli e di fare della sua casa-studio la migliore vetrina per sé ed il suo lavoro. La struttura originaria dell'appartamento è un trionfo di stucchi colorati, affreschi barocchi, decori esotici e antiche maioliche. Qui il giovane architetto napoletano è riuscito ad inserire con rispetto il suo stile ed il suo gusto per il design contemporaneo, la sua passione per l'arte contemporanea e la sua voglia di vivere e fare festa. La casa-studio di Martiniello spesso è set anche di film e produzioni televisive come, di recente, la serie tv "I bastardi di Pizzofalcone". Altre immagini della casa-studio di Antonio Martiniello qui.

2. L'ABITAZIONE FAMILIARE DI VINCENZO CORVINO.

Photo credit Marcantonio Russoin foto: Photo credit Marcantonio Russo

"Il più bel colore nell'architettura? il bianco.", scriveva Giò Ponti nel 1957. E il bianco gioca un ruolo fondamentale nella casa di Vincenzo Corvino, dove vive con la moglie, la figlia ed il cane. L'abitazione dall'estetica così minimalista, pura, essenziale, è in realtà uno scrigno di affetti, per la famiglia, e di passioni, quelle di Vincenzo Corvino per il golf, l'arte contemporanea e la sua squadra del cuore, l'Avellino. Il bianco, la pulizia delle linee e le forme geometriche definite, diventano la perfetta tela per tessere la ricchezza umana di questa abitazione, posta all'ultimo piano di un palazzo di via Caracciolo. La residenza di Vincenzo Corvino, socio dello studio Corvino+Multari, è l'unica, tra quelle fotografate, ad essere stata progettata da un altro architetto: l'opera di Gianfranco Frascino rispecchia perfettamente le idee teoriche e i gusti di Corvino e della moglie, anche lei architetto, ma diventa l'occasione per gli abitanti della casa di decorare con la propria personalità tutti gli spazi. Completa l'opera un panorama mozzafiato sul Vesuvio e il Golfo di Napoli. Altre immagini dell'abitazione familiare di Vincenzo Corvino qui.

Le costruzioni realizzate cercano una ragione intensa nel luogo in cui si collocano attraverso forme elementari. La forma non è l'obiettivo diretto di questo processo, ma solo il risultato. Le architetture si basano su un sistema costruttivo teso alla riduzione e alla riconoscibilità degli elementi costruttivi, questa regola diventa linguaggio e stile. I materiali scelti vengono impiegati rispettando la loro natura, con sincerità ed appropriatezza. Il risultato finale punta ad un sistema che tenga sempre insieme bellezza, intelligenza e cultura.

Gianfranco Frascino

3. LA RESIDENZA SIGNORILE DI ALBERTO SIFOLA.

Photo credit Marcantonio Russoin foto: Photo credit Marcantonio Russo

Con la serie tv "I bastardi di Pizzofalcone" gli occhi dell'Italia intera sono stati puntati sulla zona di Pizzofalcone, ma l'Arch. Alberto Sifola già da anni ha scommesso su questa parte di Napoli da cui ha avuto origine l'intera città. Quando Sifola è arrivato nella sua casa di via Monte di Dio ha scelto di rivoluzionare l'intero impianto architettonico. Tutto, dalla disposizione degli spazi fino alla balaustra della scala, è stato progettato e voluto dal rinomato architetto napoletano, socio dello studio Sifola Sposato Architetti. Luce e materia, volumi e colori, pieni e vuoti, sono i temi cari all'Arch. Sifola che ha reso la sua casa un manifesto autobiografico. Nell'appartamento sono lampanti alcuni tratti riconoscibili del lavoro dell'architetto come le scale ellittiche, che collegano i vari livelli in cui si sviluppa l'abitazione, e le imponenti porte colorate. Ogni stanza inoltre ha un colore di parete differente su cui risaltano importanti opere di arte contemporanea, grande passione dell'architetto e della moglie Enrica Torregiani. Dalle finestre Napoli entra nella casa e riesce a creare la più bella delle scenografie, da ammirare sul terrazzo dell'abitazione e dalle stanze dei figli di Alberto Sifola, che ha scelto di dare a loro la vista migliore della casa. Altre immagini della residenza signorile di Alberto Sifola qui.

4. IL LOFT DEI VULCANICA ARCHITETTURA.

Photo credit Marcantonio Russoin foto: Photo credit Marcantonio Russo

Posta in un antico palazzo nel cuore del centro storico di Napoli, l'abitazione di Marina Borrelli e Aldo Maria di Chio era la casa dove i tre soci dello studio Vulcanica Architettura vivevano durante gli anni di studio alla Facoltà di Architettura. La casa è frutto di un sapiente recupero di un sottotetto napoletano. Dalla struttura, sviluppata su due livelli, al panorama, che incornicia l'unico grattacielo del centro di Napoli e le sue architetture fasciste, sembra di trovarsi in un loft post-industriale in stile newyorkese. Inizialmente la casa aveva due ingressi separati che conducevano da un lato al monolocale di Eduardo Borrelli e dall'altro all'abitazione di Marina Borrelli e Aldo Maria di Chio, tutti e tre soci di Vulcanica Architettura. Oggi il loft è la residenza della coppia con la figlia Mira ed il cane, ed è uno spazio vissuto in cui tutti i differenti pezzi sono unificati e resi coerenti dalla luce, elemento che arreda, più di ogni altro, in modo unico e attraente la casa. Altre immagini del loft dei Vulcanica Architettura qui.

5. L'APPARTAMENTO FESTAIOLO DI FRANCESCA FRENDO.

Photo credit Marcantonio Russoin foto: Photo credit Marcantonio Russo

Per chi ama avere sempre ospiti a casa, come Francesca Frendo, l'abitazione diventa un teatro in cui tutti possono sentirsi protagonisti. Su questo palco la cucina diventa il cuore pulsante dell'intera abitazione. Da questa stanza si riesce a comprendere molto della personalità dell'architetto Frendo e della sua famiglia: tutti possono prendere parte alla tavola, il senso di benvenuto è manifesto. Francesca Frendo ha scelto di vivere nel cuore della movida napoletana perché è la prima ad amare l'allegria conviviale. L'abitazione, dove Frendo vive col marito e i due figli, si trova in uno storico palazzo napoletano di impianto seicentesco di cui la casa conserva delle meravigliose volte a padiglione di tufo che l'architetto ha valorizzato. Nell'abitazione di Frendo tutto parla del suo lavoro e delle sue passioni, quella per il modernariato di pregio e per i tessuti, per la progettazione su misura e per il colore, ma anche del suo modo di vivere la vita, con gioia e condivisione. Altre immagini dell'appartamento festaiolo di Francesca Frendo qui.