Mentre l'Italia viene ammonita per le condizioni dei suoi carceri ed è emergenza carceri, in Norvegia i detenuti possono vantare di essere reclusi nel carcere più bello del mondo: la Prigione di Bastøy sorge su un'isola di appena due chilometri quadrati a largo della costa sud della Norvegia, a circa un'ora da Oslo. 115 sono i detenuti ospitati sull'isola e 69 sono i dipendenti che lavorano presso il carcere, ma di questi solo in cinque restano la notte sull'isola. Perché Bastøy è un carcere modello ideale dove i detenuti, una volta tornati in libertà, tornano a delinquere solo il 16 per cento di volte contro una media europea del 70 per cento.

Non ci sono sbarre né celle nella prigione di Bastøy, i detenuti vivono in tipiche abitazioni di legno, 88 per la precisione, che costituiscono proprio la particolarità di questo carcere. E sull'isola i detenuti trascorrono il tempo lavorando per il sostentamento dell'isola stessa e nel loro tempo libero possono approfittare di passeggiate a cavallo, della pesca, di un campo da tennis, della sauna, della biblioteca o dello sci di fondo, e mangiano tutti i giorni i prodotti coltivati sull'isola stessa e cucinati da uno chef. L'isola di Bastøy, raggiungibile solo tramite traghetto, un tempo era famosa per i rigorosi metodi disciplinari del centro di detenzione minorile qui stanziato fino al 1953, oggi la Prigione fondata nel 1982, che accoglie i detenuti colpevoli di aver rapinato, spacciato, violentato, truffato, assassinato, è il carcere più bello del mondo e si candida ad essere anche la prima "prigione umana ecologica" proprio per il trattamento umano nei confronti dei suoi detenuti e per il sistema di vita ecologico adottato da tutti gli abitanti dell'isola carceraria. "Curo questa prigione come una piccola società", spiega Arne Kvernvik Nilsen, governatore dell'isola-prigione di Bastøy al The Guardian, "Io do rispetto ai prigionieri che vengono qui e rispondono rispettando se stessi, l'altro e questa comunità". Ecco il motivo del successo di Bastøy.