"La Notte Stellata" di Van Gogh è sicuramente uno dei dipinti più celebri e conosciuti del celebre artista espressionista ma mai nessuno si sarebbe aspettato di trovarlo sul fondo di una piscina. Non stiamo evidentemente parlando del quadro originale che è abilmente conservato nel Museum of Modern Art di New York, bensì di una particolare piscina di una villa in California. Questa struttura vista da bordo piscina o mentre ci si nuota all'interno sembra una comune piscina, a forma di fagiolo, come se ne vedono tante, soprattutto negli Stati Uniti. Ma attraverso le immagini registrate da un drone in volo è apparsa una figura davvero eccezionale: la piscina dall'alto sembra proprio la "Notte Stellata" di Van Gogh.

Solo dall'alto è possibile ammirare la "Notte Stellata" di Van Gogh: il famoso dipinto dell'artista olandese costituisce il fondo della piscina di una villa californiana. Un proprietario di casa in California aveva la sua piscina fatta sulla base di Notte stellata di Vincent van Gogh. Dal giardino o dalla casa non si apprezza realmente la particolarità di questa struttura ma un utente di Reddit ha pubblicato la foto della piscina ripresa da un drone: solo così è stato possibile visualizzare l'opera nella sua interezza. Il fondo della piscina è infatti completamente piastrellato riproducendo il famoso dipinto di Van Gogh.

Van Gogh dipinse la "Notte Stellata", uno dei quadri più emozionanti della storia dell'arte, nel 1889 guardando dalla finestra della sua stanza a Saint-Remy che si rivolgeva verso il cielo ad est, Il celebre dipinto, un'icona della pittura occidentale, raffigura un cielo notturno ricco di stelle luminose su un piccolo paese collinare con in primo piano un cipresso

Questa mattina dalla mia finestra ho guardato a lungo la campagna prima del sorgere del Sole, e non c'era che la stella del mattino, che sembrava molto grande. Daubigny e Rousseau hanno già dipinto questo, esprimendo tutta l'intimità, tutta la pace e la maestà e in più aggiungendovi un sentimento così accorato, così personale.
(Lettera n. 593 a Theo (2 giugno 1889)