Cinque volti enormi sono apparsi su una parete di un edificio della zona portuale di Rio de Janeiro durante lo svolgersi delle Olimpiadi 2016. L'artista brasiliano Eduardo Kobra ha deciso di superare ogni record realizzando il murale più grande del mondo fatto da una sola persona. Il muro su cui è intervenuto misura 190 metri di lunghezza e, da edifico fatiscente abbandonato, oggi ospita il capolavoro di street art più impressionante che sia mai stato realizzato prima da un artista. I cinque volti dipinti rappresentano i cinque continenti e non poteva esserci disegno più significativo a Rio durante i Giochi Olimpici 2016.

Il più grande murale al mondo creato da una sola persona si chiama Las Etnias (Le Etnie), e occupa circa 3000 metri quadrati di una parete in un edificio di Rio. Quando Eduardo Kobra, street artist originario di San Paolo, è giunto nella città sede delle Olimpiadi 2016, l'edificio scelto era in condizioni di totale abbandono e degrado. L'artista ha dovuto prima provvedere a riqualificare la facciata per il murale e a dipingerla completamente di bianco per poi cominciare il suo capolavoro. Una varietà di colori e di tratti etnici decorano quella parete adesso. Ogni volto dipinto accuratamente nell'opera Las Etnias rappresenta un determinato gruppo etnico di uno dei cinque continenti in omaggio ai cinque anelli delle Olimpiadi.

Dopo 100 litri di vernice bianca, 400 litri di vernice colorata, 3.500 bombolette di vernice spray, e due mesi estenuanti di 12 ore al giorno di lavoro, il murale ha preso vita incantando il mondo intero per la sua imponenza. Il murale realizzato da Kobra è perfettamente la rappresentazione del suo stile artistico fatto di graffiti dai colori vivaci e dalle forme geometriche scomposte e spigolose ma senza mai perdere la riconoscibilità dell'immagine: "Questi sono i popoli indigeni di tutto il mondo. L'idea alla base è che siamo tutti una sola persona. Stiamo vivendo un momento molto confuso con molti conflitti", ha spiegato Eduardo Kobra, "Io voglio dimostrare che tutti possiamo essere uniti, siamo tutti connessi".