Tra il 1949 al 1990 la Germania visse divisa in due, da un lato la Germania Ovest e dall'altro la Repubblica Democratica Tedesca (in tedesco abbreviato in DDR), nota anche come Germania Est. Costante era il flusso di cittadini della Germania Est verso il settore occidentale, in fuga dal duro dominio sovietico tanto che dal 1961 al 1989 Berlino, dove "la fuga dalla Repubblica" era più facile e frequente, venne separata da un muro. Ma fino alla caduta del Muro, tanti furono gli espatri, quasi sempre illegali, che edifici, case e palazzi vennero abbandonati e lasciati al degrado.

Oggi il fotografo Christian Richter racconta quella Germania, una Germania di malcontento e di speranza in una vita migliore, una vita possibile solo con la fuga e l'abbandono del proprio mondo. Con la sua macchina fotografia, una 5D MK2 e un obiettivo grandangolare 16-35 mm L, Richter è riuscito a fissare e descrivere un epoca, un paese diviso, il bisogno di un mondo diverso lasciandosi alle spalle una realtà in cui non ci si riconosceva, abbandonando l'esistente. E tutte quelle realtà, quelle storie, quei palazzi abbandonati sono diventati protagonisti degli scatti di Christian Richter: "Sono cresciuto nella vecchia DDR (Repubblica Democratica Tedesca). Dopo la riunificazione della Germania, ci sono stati un sacco di vecchi edifici abbandonati che inizialmente ho esplorato senza una macchina fotografica. Anni dopo, un amico mi ha dato in dono una vecchia piccola fotocamera digitale, perché lui stesso ne aveva comprata una nuova. In quel momento mi sono innamorato del fotografare vecchi edifici. Dopo un po', ho comprato un treppiede e iniziato ad esplorare nuovi livelli di fotografia da ottobre, 2011. Ho soprattutto fotografato edifici vuoti con grandi scale all'interno. O semplicemente adoro la vecchia architettura decadente, i suoi modelli e i materiali – mi ricordano che tutto è impermanente".