Così sfarzosa, enorme ed opulenta la villa del film Scarface, di Brian De Palma, è un vero simbolo nella storia del cinema: la villa del malavitoso per eccellenza, la fortezza del lusso, tanto da ispirare l'abitazione di un vero boss della malavita a Casal di Principe, il famigerato capo dei Casalesi, Walter Schiavone. E chi è appassionato di cinema di sicuro ricorderà una delle scene più famose della storia di Hollywood, quella dove Al Pacino, alias Tony Montana nel film Scarface, resiste e combatte fino all'ultimo, armi alla mano, alla sua inevitabile morte. Da oggi, per chi ha desiderato anche solo una volta di recitare quella parte, chi spesso l'ha imitata, o anche chi è rimasto affascinato da quegli interni di lusso, il sogno si potrà trasformare in realtà purché siate disposti a spendere 35 milioni di dollari, pagabili subito o in rate da 128.768 dollari al mese per trent'anni.

Situata in California, a Montecito, la villa di Scarface, quella del matrimonio tra Tony Montana ed Elvira Hancock, interpretata da Michelle Pfeiffer, quella della scena di sparatoria più famosa della storia del cinema, è una residenza storica del 1906, El Fureidis, una delle cinque abitazioni in stile spagnolo-arabeggiante dell’architetto americano Bertram Grosvenor Goodhue, promotore tra l’altro dell’Art Decò negli USA. La villa fu fatta costruire da James Waldron Gillespie, un ricco newyorchese, che desiderava vivere in una struttura simile a tutti gli edifici da lui ammirati in giro per il mondo, per questo la moltitudine di stili architettonici differenti all'interno della casa. Un tempo chiamata Gillespie Palace, dal nome del suo primo proprietario, la villa ha ospitato, oltre le riprese del famoso film di De Palma nel 1983, celebrità del calibro di Charlie Chaplin, Winston Churchill, Albert Einstein, John Fitzgerald Kennedy e Thomas Mann. E ancora oggi è una delle ville più desiderate da qualsiasi vip con i suoi meravigliosi 16 ettari di terreno verde circostante, tanto da essere considerato per molto tempo il più grande giardino di palme degli Stati Uniti. Ma è all'interno la vera meraviglia: una Conversation Room completamente affrescata e decorata con foglie d’oro a 24 carati e sormontata da una volta che riproduce quella della chiesa di San Giovanni in Laterano a Roma, camere da letto sfarzose, una stanza da pranzo con soffitto a botte e decorazioni a foglie d’oro raffiguranti il trionfo bellico di Alessandro Magno a Persepolis, splendidi bagni in marmo e oro, un giardino fornito di bassorilievi dell’artista Lee Lawrie, piscina e terrazze. Il tutto ristrutturato per rendere la casa dotata dei migliori impianti e della tecnologia più all'avanguardia. Peccato per il prezzo a causa del quale resterà un sogno per molti.