È da tempo che il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha avviato un nuovo progetto di riqualificazione per il riuso sociale e ambientale delle stazioni abbandonate lungo tutto il territorio italiano e dei 3.000 km di linee ferroviarie dismesse. Questo sforzo di riorganizzazione e rigenerazione del patrimonio ferroviario inutilizzato è stato indirizzato verso il comodato d'uso gratuito dei locali e chilometri impresenziati delle Ferrovie dello Stato. Perché con il perfezionamento dei sistemi tecnologici di gestione della circolazione ferroviaria, i luoghi dove un tempo necessitava la presenza di personale operativo, oggi risultano completamente abbandonati e controllati a distanza da un sistema centralizzato.

Se prima le stazioni erano considerate luoghi di transito, di arrivo e partenza dei viaggiatori, oggi è sempre più diffusa la valenza commerciale e culturale di tali locali concepiti ormai come luoghi d’incontro, di scambio e di relazione per tutti i cittadini. Considerando questa nuova accezione di stazione come polo di attrazione urbana, che si apre alla città con servizi e funzioni dedicati a tutti gli abitanti, e non solo come punto di arrivo e partenza, diventa inevitabile ripensare ad un modo di riuso di tali spazi, moderne “piazze” della città. Così, mentre parte dei chilometri di ferrovia dismessi sono stati destinati a greenways (piste ciclabili e percorsi verdi accessibili a tutti), le Ferrovie Italiane richiedono progetti di riconversione d'uso delle stazioni inutilizzate in cambio di un comodato d'uso gratuito dell'immobile: il Gruppo non ha più oneri di manutenzione dell’immobile e delle aree verdi circostanti, mentre il comodatario può usufruire gratuitamente di una sede per le proprie diverse attività e funzioni.

Come richiedere il comodato gratuito delle stazioni?

"Ad oggi, delle 1.900 stazioni impresenziate disponibili, circa 400 sono state dedicate ad attività che prevedono la valorizzazione del territorio o l’attivazione di servizi a favore della cittadinanza. I progetti che si realizzano all’interno di questi edifici sono selezionati in relazione al grado di beneficio apportato all’intera collettività, facilitando così la costruzione di nuove relazioni tra la stazione e un più ampio contesto sociale", spiega il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Per chi fosse interessato ad investire per il riuso dei beni delle Ferrovie, utilizzati senza finalità di lucro, dovrà inviare la proposta alle Direzioni territoriali competenti di RFI con la seguente documentazione

1. Breve presentazione del soggetto proponente
2. Descrizione delle finalità sociali progetto
3. Descrizione del partenariato (istituzioni, enti locali, imprese, Fondazioni, ecc)
4. Ricadute sul territorio (in termini sociali, ambientali, occupazionali, culturali, ecc)
5. Ubicazione prescelta (la stazione impresenziata o altri luoghi)
6. Analisi dei costi complessivi del progetto con valutazione degli interventi necessari per rendere i locali idonei all’attività proposta
7. Risorse finanziarie previste e dedicate, che devono coprire la durata del contratto
8. Tempistiche del progetto

Il progetto sarà valutato dalle competenti strutture di FS d’intesa con Associazioni che operano nel sociale (Legambiente, Associazione Italiana Turismo Responsabile, CSVnet, Lega Coop Sociali) con cui il Gruppo ha sottoscritto un Protocollo per il controllo della destinazione e gestione delle stazioni impresenziate. "In particolare sarà considerato un punto di forza del progetto la qualità della partnership e il piano finanziario a sostegno delle iniziative", fanno sapere dal Gruppo FS, "Un esempio importante e recente di progetto di riqualificazione del patrimonio è stata la trasformazione di parte della stazione di Ronciglione in casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da malattie oncologiche". Ma se il vostro progetto ha una bassa valenza sociale, è altresì possibile richiedere in locazione i locali e i terreni inutilizzati del Gruppo FS per attività commerciali a canoni di mercato: durata del contratto è di sei anni più sei anni, come da legge, e le strutture verranno assegnate in locazione in seguito a gare per l’individuazione della migliore offerta.