Casa Cubo nasce dalla visione reciproca dell'architetto brasiliano Isay Weinfeld e dei proprietari di casa, due collezionisti di arte contemporanea: concepita dalla convinzione che l'arte dovrebbe essere condivisa, Casa Cubo è un alloggio e centro di supporto per gli artisti e lo sviluppo delle arti, ma con tutti i servizi necessari per servire come una vera casa privata.

Architettonicamente, la casa si erge come un cubo a tre livelli e un soppalco, le cui facciate sono trattate graficamente come una combinazione di linee definite dalle placche di cemento di rivestimento, dalla striscia di vetro al piano rialzato, e la composizione di legno a strisce che cambia a seconda di come le finestre delle camere si aprono e chiudono. Prevalentemente rivestito con pannelli di cemento, fa eccezione la sezione superiore coperta di legno.

Dalla strada si entra direttamente in casa attraverso un sentiero in pietra situato all'interno di un lussureggiante giardino. Superato l'ingresso, la vista si apre su una grande camera con doppia altezza, soffitto e pavimento in cemento lucidato, destinata ad ospitare eventi, mostre o semplicemente funzionare come salotto che si apre su un piccolo prato verde. Il nucleo di servizio si trova nella parte anteriore del piano terra, composto da una cucina, un bagno, una sala da pranzo e una sala d'ingresso.

Con grandi pareti bianche e pavimento monocromatico, il salotto offre una tela bianca adatta alla fruizione dei dipinti, sculture, installazioni e mobili di design. Il soppalco del salone, in piedi sulla lastra di topping sul nucleo di servizio al piano terra, ospita la biblioteca, che è caratterizzata da tre elementi forti: una scaffalatura che si estende sull'intera parete di fondo, una striscia di vetro fisso vicino al pavimento e una scala a chiocciola rivestita in legno che porta alle tre camere da letto con bagno al piano superiore.

L'arredamento è un mix di pezzi classici del design brasiliano ed europeo della metà del secolo: poltrone di Alvar Aalto, Gio Ponti, José Zanine Caldas e Lina Bo Bardi, un portariviste Edward Wormley, un divano e delle sedie di Pierre Jeanneret, tutti collocati su un tappeto di colore neutro che Weinfeld ha progettato per coprire parzialmente il pavimento di cemento. Nella sala da pranzo, un tavolo con sedie di Aalto sono un'eredità della nonna della proprietaria.

Ogni pezzo è impeccabile, ma le due scale progettate da Weinfeld rendono lo spazio suggestivo. La prima, una sequenza di passi in acciaio inossidabile, è sospesa tra il soppalco e il pavimento del salotto; sul lato opposto una scala in legno, sinuosa, ascende dalla parte superiore della casa. Entrambe le scale sono sospese dall'alto e sembrano galleggiare appena sopra il pavimento. Porte in vetro corrono lungo tutto il perimetro della casa e aprono lo spazio a tutta altezza su una terrazza, un giardino e sullo stagno delle ninfee.

Casa Cubo, come Weinfeld sottolinea, non è un luogo dove la gente può vivere semplicemente: "Non ha un salotto pieno di cuscini. E' un luogo per accogliere le persone, non per sedersi e guardare la TV, ma per imparare ad amare l'arte". Il clou dello spazio è l'occupazione inaspettata di opere d'arte sparse negli spazi interni: sculture umane senza testa di Antony Gormley, scolpite nel piombo e fibra di vetro, pendono dal soffitto come lampadari d'avanguardia e Double Edge di Marina Abromovic è una scaletta con coltelli al posto dei gradini. Arredi personalizzati, trapunte cucite a mano e ringhiere su misura, tutti agiscono come pezzi d'arte individuali e unici all'interno della galleria. Ogni opera d'arte e architettonica nello spazio offre il proprio elemento sorpresa e la propria unicità che riesce a completarsi solo nel confronto con le altre.

Proprio la ricerca dell'equilibrio tra le opere d'arte latino-americane, europee e le acquisizioni di arte americana dei proprietari, così l'architettura è pervasa dall'austerità geometrica dei maestri modernisti europei, soprattutto Ludwig Mies van der Rohe e Le Corbusier, con la ricchezza materiale, tattile, dello stile subtropicale. In architettura, Luis Barragán aveva già compiuto l'impresa di declinare il Modernismo con l'esuberanza latino-americana a metà del secolo scorso in Messico. Nel Brasile contemporaneo, la forma favorita di architettura modernista predilige legni scuri e opulente, eleganti scale scultoree, e grandi rettangoli di vetro che si aprono sule rigogliose aree verdi. Proprio come Isay Weinfeld fa per Casa Cubo.

La residenza è dunque un matrimonio tra due grandi amori, l'amore incondizionato per tutto ciò che è arte e architettura. Gli artisti privilegiati, i curatori e i galleristi che visitano il Brasile e sono invitati a risiedere in Casa Cubo, un cul-de-sac nel quartiere Jardins di San Paolo, può facilmente immaginare di essere arrivati nella destinazione leggendaria descritta dal poeta Charles Baudelaire: un luogo dove "tutto è ordine e bellezza, lusso, calma et voluttà", unione perfetta di precisione razionale e piacere sensuale.