"Specchio specchio delle mie brame… chi è la più bella del reame", domandava la strega cattiva di Biancaneve allo specchio magico che, non potendo mentire. Narciso invece era solito specchiarsi nell'acqua, amava così tanto la sua immagine riflessa nell'acqua da caderci e trovare la morte. In comune questi personaggi hanno la vanità di cui ognuno di noi, anche se in piccolissima percentuale, è affetto. Semmai non si arriva a derive narcisistiche, però a tutti fa piacere vedersi e sentirsi apprezzati, specialmente se è uno specchio a "parlare". Così Dominic Harris ha inventato uno specchio che farà impazzire soprattutto i più vanitosi ma non solo: si chiama Vanity Mirror ed è uno specchio creato da 180 telecamere che riflettono in diretta la propria immagine.

Con 180 telecamere incorporate nello schermo, Vanity Mirror è uno schermo digitale che riproduce l'immagine dello spettatore più volte ripresa da differenti angolazioni a seconda di dove è posizionata la microcamera e di come si specchia lo spettatore. "Lo spettatore come partecipante è stato un tema generale in tutto il corpo di Harris di lavoro. Con ‘Specchio da toilette' lo spettatore è finalmente affrontato e domina l'opera d'arte attraverso la riproduzione della propria immagine sulla superficie digitale. Intitolato come gli specchi che adornano comunemente uno spogliatoio, il nome fa riferimento all'atto del vedere il sé, ma anche fa riferimento direttamente ai temi del lavoro in questo mondo interattivo", spiega Dominic Harris. In una realtà dominata dalla televisione, dai social media, Vanity Mirror esplora la molteplicità dell'immagine nella società contemporanea. "Inoltre, ‘Specchio da toilette' realizza visivamente il concetto di psiche frammentata all'interno di un led digitale, tipico della società postmoderna", continua l'artista. Addio dunque ai banali specchi, con vanity mirror, al di là della provocazione artistica, potete riflettervi da diverse angolazioni soddisfando finalmente la vostra brama di vanità.