Quando un Expo finisce lascia non solo l'esperienza vissuta nel paese ospitante ma tutta una serie di architetture che rappresentano il massimo dell'avanguardia dei paesi partecipanti all'Esposizione Universale. Alcune costruzioni (i padiglioni) vengono smantellate alla chiusura della manifestazione perché concepite come strutture temporanee, altre, per il proprio valore, l'imponenza o l'eventuale funzionalità, possono restare nel luogo dove sono state erette. Tale destino riguarda soprattutto le strutture principali come centri congressi, anfiteatri, teatri, padiglioni dei Paesi organizzatori, ecc. che generalmente vengono riutilizzate e riconvertite. Talvolta alcune di queste installazioni non solo sono state rifunzionalizzate ma sono diventate veri e propri simboli cittadini o nazionali. Uno degli esempi più calzanti è la Tour Eiffel a Parigi, oggi uno dei monumenti più famosi al mondo, ma costruita nel 1889 proprio per l'Esposizione Universale.

L'Expo non è un evento commerciale o politico come pensano in tanti, soprattutto in Italia, né è semplicemente una grande mostra internazionale. L'Expo è un evento che vede la partecipazioni di vari paesi del mondo che sono invitati a confrontarsi su un tema specifico come quest'anno per l'Expo 2015 a Milano il tema sarà "Nutrire il Pianeta". Infatti proprio il Protocollo BIE sostiene che "Un'esposizione è una mostra che, qualsiasi sia il suo titolo, ha come fine principale l'educazione del pubblico: può presentare i mezzi a disposizione dell'uomo per affrontare le necessità della civilizzazione, o dimostrare i progressi raggiunti in uno o più settori dello scibile umano, o mostrare le prospettive per il futuro". L'Atomium a Bruxelles, l'Acuario di Genova, il Padiglione di Barcellona di Mies van der Rohe sono tutti esempi di strutture realizzate per le Esposizioni Universali e conservate per poi diventare dei simboli nazionali e dei monumenti internazionali. Ecco una selezione dei più importanti: