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L’obiettivo che racconta la storia dell’arte

L’Università IULM e Triennale promuovono la mostra con le fotografie scattate da Abate ai piu’ grandi rappresentanti dell’arte italiana e straniera dagli anni ‘60 a oggi, in una mostra curata e allestita dagli studenti. Fino al 10 giugno.
A cura di Valentina Pepe
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L’obiettivo della macchina fotografica racconta la storia dell’arte. Lo scatto è opera e testimonianza di una stagione culturale. Su iniziativa dell’Università IULM e del Rettore Prof. Giovanni Puglisi, la Triennale di Milano ospita le opere di Claudio Abate, stimato fotografo dell’arte italiana, in una mostra curata e allestita dagli studenti della Laurea Magistrale in Arti, patrimoni e mercati della Facoltà di Arti, turismo e mercati dell’Università IULM. Un progetto inedito e innovativo che nasce dalla partnership tra Triennale e IULM e che vede negli studenti parte attiva del progetto: dall’idea curatoriale, alla campagna di comunicazione, alla fase di allestimento degli spazi. Claudio Abate: Obiettivo arte inaugurata il 14 maggio alla presenza dell’artista. La prima mostra personale dedicata dalla città di Milano al grande fotografo italiano sarà aperta al pubblico fino al 10 giugno. Al piano terra del Palazzo dell’Arte della Triennale saranno esposte le fotografie scattate da Abate ai più grandi rappresentanti dell’arte italiana e straniera dagli anni ’60 a oggi. L’esposizione è curata dagli studenti e coordinata dal vicepreside della Facoltà e coordinatore del corso di laurea magistrale Vincenzo Trione, insieme con Anna Luigia De Simone e Veronica Gaia di Orio.

Il percorso espositivo ripercorre l’opera di Abate ruotando intorno a tre tematiche. Ritratti d’artista è la sezione in cui artisti come Jannis Kounellis e Mario Schifano sono colti in pose divenute celebri. Artista che con la sua opera si fa arte evidenzia l’aspetto di testimonianza della fotografia. Da una parte una serie di scatti che ritraggono gli artisti accanto alle loro opere, come nel caso di Mario Merz e di Pino Pascali. Dall’altra, artisti che si fanno essi stessi opera attraverso la preziosa documentazione fotografica di performance quali quelle di Gilbert&George e di Giuseppe Penone. Nella sezione Opera d’arte l’oggetto indagato è la fotografia che si fa qui opera e rappresentazione. L’installazione dei Cavalli di Kounellis (1969) e lo Zodiaco di Gino De Dominicis (1970) sono scatti che restituiscono l’immagine di un’epoca. All’interno del percorso sarà presente una fotografia che rivela il legame del lavoro di Abate con la città di Milano: I sette Palazzi celesti di Anselm Kiefer, in esposizione permanente all’Hangar Bicocca. Inoltre, sarà presente un’opera molto cara al fotografo: una stampa originale datata 1972 che ritrae Giorgio de Chirico e Gino De Dominicis, autografata dall’artista metafisico come omaggio per Abate.

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Un’inedita intervista ad Abate, realizzata dagli studenti nel suo studio, consentirà di approfondire la produzione dell’artista e di scoprire tramite le sue parole le storie sottese alle immagini. L’opera di Claudio Abate riscrive la storia dell’arte attraverso scatti che sono divenuti parte della memoria collettiva. Tra queste: Pino Pascali con Vedova Blu e Giuseppe Penone con Rovesciare i propri occhi. Incontriamo personaggi, opere e testimonianze artistiche di anni particolarmente stimolanti in campo sociale, politico e intellettuale. Claudio Abate si muove in questa atmosfera restituendola come ricognizione e reportage. A corredo della mostra, verrà pubblicato un Magazine con interviste inedite e interventi critici sull’artista e il suo lavoro.

Claudio Abate nasce a Roma nel 1943. Le sue opere attraversano la storia delle avanguardie, dall’arte povera al teatro di Carmelo Bene. Tra le più conosciute quelle che ritraggono i Cavalli di Kounellis e Lo Zodiaco di Gino De Dominicis. Il suo lavoro è stato oggetto di numerose e prestigiose esposizioni (Biennale di Venezia 1993, MACRO 2002, Biennale di Mosca 2004, MART 2007, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2012).

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