Non si parlava di altro ormai in questi giorni a Milano: l'inaugurazione del nuovo centro commerciale di Arese. Si chiama "Il Centro" ed è lo shopping center più grande d'Italia. Costruito su una superficie di 92.000 metri quadrati, Il Centro sorge sulle ceneri dell'ex fabbrica Alfa Romeo di Arese, alle porte di Milano. Dove un tempo c'erano solo padiglioni industriali abbandonati e degradati, oggi inaugura un centro commerciali tra i più innovativi d'Europa. A progettarlo è stato un consorzio di architetti famosi, tra cui Arch. Michele de Lucchi, Arch. Arnaldo Zappa e l'Arch. Davide Padoa della Design International che con questo progetto hanno provato a rivoluzionare il concetto di centro commerciale da scatola utilitaria ad uno spazio di negozi e divertimenti simile ad una piazza pubblica ma al chiuso.

L'apertura al pubblico del Centro avverrà il 14 aprile 2016, ma le nostre telecamere hanno potuto catturare delle immagini in anteprima del centro commerciale più grande d'Italia. Dimenticate i colori sgargianti e le forme eccentriche, Il Centro si ispira ad una classica cascina lombarda, bassa, in legno, piena di verde e inondata dalla luce dall'alto grazie a grandi vetrate poste sulla copertura. Vanta oltre 200 negozi, caffetterie, ristoranti, spazi dedicati allo sport indoor, alle attività culturali e sanitarie. Alberi ad alto fusto arricchiscono le strade di vendita al dettaglio sia all'esterno che all'interno, creando un vero e proprio giardino con chioschi e ristoranti, piste ciclabili, giochi per bambini e altre attività legate allo sport e alla salute. Il Centro dispone inoltre, ed è il primo nel suo genere, di un centro medico gestito dall'Humanitas.

Il Centro ha trasformato il vecchio sito dell'Alfa Romeo da una fabbrica di automobili a una fabbrica di esperienze…Disegnare Il Centro è stato come dipingere una città, con in mente le abitudini e i gusti dei suoi cittadini.
Davide Padoa

Per la prima volta in Italia arriva Primark con un suo mega store all'interno del nuovo shopping center che si distingue non solo per l'unicità di alcuni marchi esposti ma per la cura dei dettagli: nulla è lasciato al caso, anche i bagni sono progettati minuziosamente. Ciò che nell'intento degli architetti rende Arese diverso dagli altri centri commerciali, ermetici e decontestualizzati, è il suo configurarsi come una strada cittadina, permeabile ma sicura, con edifici interni, piazze coperte e scoperte, portici, cancelli e giardini in cui il verde esterno si inserisce prepotente rendendo gli spazi rilassanti. A coprire il Centro è una delle più grandi strutture in legno lamellare d'Europa, che sfrutta la tradizione delle strade coperte delle città italiane, come la Galleria Vittorio Emanuele. Quello di Arese sarà anche il centro commerciale su larga scala più sostenibile mai progettato in Italia, che sarà certificato LEED Gold.

Tutto è cominciato negli anni '90, quando Marco Brunelli, il patrono e fondatore di Finiper, il gigante dell'ipermercato italiano, ha acquistato l'ex sito dell'Alfa Romeo con il desiderio e la visione futura di realizzare il centro commerciale più grande d'Italia. Oggi apre il Centro, situato all'angolo nord-ovest di Milano, tra l'aeroporto di Malpensa, il Lago Maggiore, il Lago di Como e la Svizzera. Ma se nel resto del mondo i centri commerciali chiudono, perché la gente non ha più voglia di chiudersi in "non-luoghi", ci si chiede come mai in Italia si continuano a destinare terreni interi a spazi commerciali di dimensioni gigantesche. Da anni la zona dei vecchi stabilimenti dell'Alfa Romeo erano in stato di abbandono e necessitavano di un progetto di riqualificazione. Probabilmente la scelta di costruire un nuovo megastore destinato alla vendita al dettaglio, che imita uno spazio pubblico cittadino ma lontano dalla città e senza avere i caratteri tipici di una città, è ciò che chiede il pubblico italiano dei consumatori. Anche se, viene da domandarsi, vista questa voglia di allontanarsi dalla città delle persone, come mai poi si scelga di riproporre al chiuso spazi urbani come strade o piazze. In ogni caso solo il tempo, ad inaugurazione ormai avvenuta, potrà dire se la destinazione scelta sarà vincente.