Tutti ricorderanno la famosissima scena di "Questi fantasmi" in cui Eduardo De Filippo esordiva dicendo: "A noi altri napoletani toglieteci questo poco di sfogo fuori al balcone…Io per esempio, prufesso', a tutto rinunzierei tranne a questa tazzina di caffè presa tranquillamente fuori al balcone dopo quella mezz'oretta di sonno che uno s'ha fatto dopo pranzo". Il balcone, la veranda, il terrazzo è un elemento fondamentale nella vita domestica del napoletano, come in altre civiltà del mondo.

Il balcone a Napoli è un pezzo di casa che si protende verso la città, entra nei vicoli, nelle case della gente. "O' balcone, il balcone, a Napoli è un pezzo di casa in più a disposizione di tante famiglie numerose: è un pezzo di cucina in più, di camera da letto in più, di soggiorno in più. É il punto di osservazione ideale per il teatro umano della strada" scriveva Giovanni Vento come introduzione al suo documentario su Napoli, "Su ogni balcone c'è qualcuno: un uomo che legge il giornale, donne che stendono i panni, che guardano in strada, bambini seduti… I vicoli sottostanti sono affollati di passanti, venditori di sedie e palloncini, ragazzini che chiamano le madri, un carretto con un poster di Mario Merola, il mercato Spaccanapoli, le pescherie". Dal balcone si chiacchiera col vicino, si stendono i famosi ‘panni' che hanno contribuito all'immagine stereotipata di Napoli così come è conosciuta nel mondo, dal balcone si guarda la gente che passa, si prende il caffè e si commenta, sul balcone Napoli vive.

A Napoli, come a Palermo, Venezia, Amsterdam o Marrakech, il balcone è l'elemento di contatto tra la vita privata e quella pubblica. É un mezzo di fuga temporanea dalla chiusura domestica e contemporaneamente una protezione dalla vita frenetica della città senza però restarne isolati. Diventa quindi fondamentale rendere tale elemento, che sia sotto forma di balcone, veranda o terrazzino, il più confortevole e accogliente possibile. Perché il balcone è il biglietto da visita di ogni casa vista dall'esterno.