Lungo la costa della Norvegia, immerse nella foresta, Spacegroup ha immaginato le Movikheien Cabins, un nuovo sviluppo sostenibile di case immerse nella natura di Hagefjorden, in Norvegia. Il complesso è costituito da 16 rifugi in legno immersi in una foresta selvaggia che si può raggiungere solo a piedi. Non ci sono strade né automobili in questo piccolo angolo di paradiso terrestre.

Le Movikheien Cabins di Spacegroup consistono in sedici strutture costruite nel pieno rispetto del paesaggio naturale dove potersi recare per allontanarsi dalla città e vivere tra gli alberi. Per ridurre al minimo l'impatto sul terreno esistente, le strutture sostenibili sono costruite su palafitte e ciascuna cabina è accessibile attraverso una rete di sentieri pedonali. Non esistono dunque strade carrabili per raggiungere il nuovo complesso di case. "I semplici volumi a forma di cubo non richiedono macchinari pesanti per la loro costruzione: i loro componenti possono essere facilmente trasportati attraverso la proprietà e assemblati in loco.", spiegano gli architetti, "Una volta assemblate, le cabine minimaliste presentano pareti e soffitti rivestiti in compensato di betulla, pavimenti in pino massiccio e ampie terrazze con vista sul fiordo".

Il progetto è pensato in risposta alla pandemia, in modo da fornire ai locali una via di fuga ora che i viaggi sono limitati. L'innovativo piano di zonizzazione per il progetto "movikheien" si basa su un "tocco leggero", sostenibile, sul sito: le strutture sono piccole unità di 64 metri quadrati, costruite al 100% in legno, accuratamente inserita nel paesaggio, rispettose dell'ambiente e socialmente inclusive. Generalmente in Norvegia la costruzione di quartieri di rifugi si basa sul valore differente del terreno. In questo caso le unità sono sopraelevate dal terreno perché costruite su palafitte e condividendo collettivamente il paesaggio in modo da coltivare il capitale sociale senza danneggiare i beni naturali della regione. Il tocco leggero è stato evidente anche nella mancanza di pianificazione delle strade che avrebbero colpito l'ecosistema naturale del sito particolarmente collinoso. Lo sviluppo è stato progettato assieme al cliente, un arboricoltore, uno scalatore e gli architetti, proprio per favorire il legame naturale col luogo. Ecco perché l'accesso ai rifugi è garantito solo da un sentiero escursionistico di rara bellezza.