3D Print Canal House è un progetto unico in cui un team internazionale, in collaborazione con lo studio olandese DUS Architects, che lavorano alla stampa 3D di un edificio lungo un polo espositivo di costruzione nel cuore di Amsterdam, creando connessioni tra design, scienza, cultura, edilizia architettonica e urbana. Attraverso una stampante 3D gigante, la KamerMaker, che in olandese sta per "room maker", alta 3,5 metri e posizionata all'interno di un container, si sta costruendo sul canale una casa tradizionale olandese di 13 camere. Il cantiere è stato inaugurato lo scorso gennaio e l'edificio è in via di realizzazione.

La casa sarà costruita in una zona in via di sviluppo di Amsterdam, lungo il Buiksloter-canale, nel nord della città, dove fungerà da hub per la ricerca in architettura stampata 3D. "Vogliamo costruire un cantiere come uno spazio eventi," dice Heinsman di DUS, "Avremo la stampante lì e ogni stampa che facciamo sarà esposta". Ogni componente dell'edificio viene stampato e testato prima in scala 1:20, per poi essere stampato in scala 1:1 con la KamerMaker. Il pubblico potrà visitare il cantiere e con l'acquisto di un biglietto i visitatori sponzorizzeranno il progetto.

La Kamermaker stamperà interi ambienti con dimensioni di 2 x 2 x 3,5 metri. Il disegno della casa è costituito da diverse camere, ciascuna delle quali è stampata in sito prima di essere assemblata sul canale. In questo modo, le camere sono ben testate sotto tutti i tipi di forza e di sicurezza. Ciascuna camera è stampato in una o più componenti, che vengono poi collegati tra loro. Ogni pezzo a forma di L richiede una settimana per la stampa, lentamente si costruirà strato su strato per modellare pezzi di angoli e pareti. Un pezzo può arrivare a pesare circa 400 chili. I pezzi, che sono per lo più vuoti, saranno riempiti con schiuma isolante per creare una massa solida in grado di mantenere la temperatura confortevole all'interno della casa una volta messa insieme. I primi piani e le facciate della casa saranno stampati in polipropilene, ma gli architetti sperano di utilizzare al fine bioplastiche e plastiche riciclate in loco.

«Con la stampa 3D non ci sono materiali di scarto, dato che ogni pezzo può essere nuovamente fuso; inoltre, i costi di trasporto sono ridotti. Questo potrebbe rivoluzionare il modo in cui costruiamo le nostre città», dicono gli architetti. Centinaia di anni sono trascorsi da quando dei ricchi mercanti cominciarono a costruire le case alte e strette in mattoni che col tempo hanno definito lo skyline di Amsterdam, oggi alcuni architetti olandesi hanno innovato il processo costruttivo per il 21° secolo attraverso la tecnologia 3D ma sempre con attenzione alla sostenibilità e all'ambiente. Non sembra dunque lontano un futuro in cui ognuno potrà stampare la propria casa dei sogni