Ingegnere urbanista, professore all’Università Iuav di Venezia, Edoardo Salzano lascia un grande vuoto nel mondo dell'urbanistica italiana. Classe 1930, Edoardo Salzano è morto a Venezia, dove viveva dal 1974, all'età di 89 anni. Autore di molte pubblicazioni, tra cui Fondamenti di urbanistica e Memorie di un urbanista, ha ispirato generazioni di allievi e lettori con le sue teorie sulla città e il territorio: “La città non è solo un prodotto del mercato, è una creatura sociale, frutto di lavoro collettivo e storico”. Nel 2013 ha fondato il sito eddyburg è ad oggi una delle piattaforme online dedicate all'ambiente, alla città e all'urbanistica più autorevoli d'Italia.

Addio ad uno degli ultimi grandi urbanisti d'Italia. Edoardo Salzano, nato a Napoli nel 1930, si è spento a Venezia il 23 settembre 2019 all'età di 89 anni. Laureato a Roma nel 1957 in ingegneria civile edile, Edoardo Salzano è stato un attivo urbanista sia in campo civile che politico. Professore di urbanistica all’Università Iuav di Venezia, chi ha avuto la possibilità di assistere alle sue lezioni o di conoscerlo, non dimenticherà mai i suoi insegnamenti sulla città (ha partecipato all'edizione di vari piani regolatori), sull'ambiente ma anche sull'attualità e la politica. Tra i suoi scritti più rilevanti si ricorda "La città sostenibile" del 1991, dove prova a realizzare una sintesi tra ambientalismo e politica urbana. "Fondamenti di urbanistica. La storia e la norma" del 2004. "Memorie di un urbanista. L'Italia che ho vissuto" (Corte del Fontego) del 2010, e "La città non è solo un affare" del 2012. Edoardo Salzano scriveva sull'Unità e seguiti erano negli ultimi anni i suoi interventi sul sito eddyburg dove ha continuato fino all'ultimo a fornire spunti interessanti, fonti di dibattito, su vari problemi che affliggono l'Italia e il suo territorio.

Attivo politicamente, Edoardo Salzano è stato consigliere comunale del PCI a Roma dal 1966 al 1975 e in seguito assessore all'urbanistica di Venezia nelle amministrazioni del PSI di Mario Rigo e Nereo Laroni. È stato membro esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici dal 1971 al 1974 e del Ministero dei lavori pubblici dal 1987, membro di vari Consigli regionali e membro della Commissione per la salvaguardia di Venezia dal 1976 al 1990. Di recente si era espresso sul rogo di Notre Dame con uno sguardo più complesso rivolto alle politiche nazionali: "Occorre riconoscere che senza le radici della storia l’albero della civiltà non può sopravvivere e quindi bisogna impiegare risorse per mantenere questo inestimabile patrimonio…". L'ultimo suo intervento sul sito eddyburg sembra voler essere un messaggio di più ampio respiro rivolto al futuro "Io guardo oltre" nella speranza di un'Italia in cui si possano ricostruire "a partire dai territori, relazioni sociali e pratiche fondate sul contrasto di ogni forma di sfruttamento e prevaricazione tra esseri umani e tra questi e la natura".