"Se volete vedere alcuni delle migliori opere d'arte contemporanea nelle città degli Stati Uniti in questi giorni, acquistate un biglietto aereo", così esordisce Scott McCartney in un articolo sul Wall Street Journal che analizza il nuovo trend degli aeroporti: da atri anonimi e noiosi, non-luoghi ad alto tasso di stress, a spazi di riposo attraente, ambienti stimolanti ed interessanti per una clientela di alto livello. Tra voli in partenza e attese in transito, negli aeroporti moderni va in mostra l'Arte Pubblica.

Lawrence Argent– Leap, Sacramento Airport
in foto: Lawrence Argent– Leap, Sacramento Airport

Sempre più aeroporti spendono milioni di dollari per garantirsi le principali opere d'arte. Alcuni aeroporti hanno aperto i loro musei e la maggior parte sono progettati come nuovi spazi e terminali rinnovati intorno a precisi concept d'artista, dagli spettacoli di luce colorata in spazi altrimenti grigi ad opere incastonate in lunghe passerelle o sculture giganti che riempiono gli atri. I nuovi requisiti di sicurezza, dopo gli attacchi terroristici del 2001, hanno reso i viaggiatori nervosi e li hanno costretti a trascorrere molto più tempo negli aeroporti. A lungo si è cercato un modo per rendere l'esperienza in aeroporto più calma e più divertente per i passeggeri, e l'arte ha fatto la differenza. Gli aeroporti vedono nell'arte un modo per calmare e intrattenere clienti frettolosi, così come un mezzo per fare una forte impressione delle città sui visitatori.

Crystal Mountain by Dennis Oppenheim, Dallas–Fort Worth International’s Terminal D
in foto: Crystal Mountain by Dennis Oppenheim, Dallas–Fort Worth International’s Terminal D

Sacramento, in California, ha un coniglio rosso alto 56 piedi in alluminio che apparentemente salta fuori dal soffitto e va in una valigia, chiamato "Leap" di Lawrence Argent. Ai caroselli dei bagagli, due colonne di 23 piedi sono costruite con bagagli d'epoca in un lavoro chiamato "Sansone" di Brian Goggin. Un altro importante esempio è rappresentato dal Philadelphia International Airport e dai suoi venti pannelli coloratissimi, allestimento dal titolo Evolving Elements, del residente James Dupree. Il Miami International Airport ha trasformato la hall degli arrivi in un tunnel caleidoscopio di colori pastello con "Convergenza Armonica" di Christopher Janney, un ambiente sonoro interattivo con modelli diagonali di vetro colorato. Altri ancora mostrano con orgoglio le opere di Robert Rauschenberg, Frank Stella e Roy Lichtenstein. Gli aeroporti che usufruiscono dell’arte con maggior successo tendono a creare connessioni con la comunità locale, di modo da far comprendere immediatamente dove si è atterrati. Al Washington’s Reagan National Airport è stato inaugurato un mosaico a pavimento di un artista locale Joyce Kozloff, che ha utilizzato un dettaglio di una mappa di Chesapeake Bay. Nel corso del tempo, alcuni pezzi sono anche diventati simboli della città. Alcuni aeroporti monitorano anche i social media per capire il gradimento di pubblico.

Anche l'Italia si è fatta coinvolgere da questa tendenza: fino al 24 novembre 2014, all'aeroporto di Orio Center, è possibile visitare ‘Il sesto continente' di Cracking Art Group, 7mila forme plastiche di grandi dimensioni che riproducono sette specie di animali. Mentre all’Aeroporto di Malpensa, snodo già avvezzo a operazioni dedicate a dar voce all’arte contemporanea, ha trovato collocazione una scultura di Marino Marini. Sicuramente i viaggiatori non vanno in aeroporto per le sculture o le installazioni, ma immaginate la prima impressione che si può avere arrivando in un luogo, in una città tanto sensibile all'arte contemporanea, e perché no, forse servirà anche per avvicinare il grande pubblico da troppo lontano dai circuiti dell'Arte.

Il sesto continente di Cracking Art Group, Aeroporto Orio al Serio, Bergamo
in foto: Il sesto continente di Cracking Art Group, Aeroporto Orio al Serio, Bergamo