Vivono solo 35 abitanti ad Akarmara, l'ex città sovietica dell'Abkhazia, in Georgia. Situata nella regione separatista sulla costa del Mar Nero, una volta Akarmara, era una città mineraria con una complessa architettura sovietica che oggi è completamente inghiottita dalla vegetazione. La x città mineraria oggi infatti è una città fantasma, dove ogni giorno arrivano visitatori da ogni parte del mondo che vogliono assistere al miracolo della natura diventata l'unica padrona della zona.

Un tempo ad Akarmara vivevano diverse migliaia di persone ma con l'indifendibilità dell'industria carboniera nell'era Perestrojka, insieme alla fine dell'URSS poco dopo, i numeri diminuirono drasticamente e le miniere furono chiuse. Agli inizi degli anni '90, l'assedio di Tkvarcheli ha significato l'effettiva esclusione di Akarmara dal resto dell'Abkhazia, essendoci solo un'unica strada principale in entrata e in uscita che taglia direttamente attraverso Tkvarcheli e conduce alla città. L'assedio di Tkvarcheli rimane il più grande trauma di guerra per molti abkhazi. Per 413 giorni la città fu tagliata fuori e poté contare solo su rifornimenti portati in elicottero da forze russe e separatiste.

Oggi la popolazione di Akarmara non arriva neppure a 100 residenti. Molti complessi residenziali che un tempo avevano 4 e 5 piani oggi sono abitati da una sola famiglia o due. Le grandi facciate sovietiche e le ampie strade della città si stanno lentamente disintegrando, consumate dal tempo e dalle intemperie o perché scelti da quei pochi residenti ancora in città come i migliori, e facilmente reperibili, materiali da costruzione disponibili. D'estate sono tanti i turisti che dalla costa arrivano alle colline per vedere Akarmara e le sue miniere. C'è chi vorrebbe fare della città un resort che celebri i vecchi fasti sovietici dimenticati, ma sono necessari troppi soldi che l'Abkhazia, essendo una repubblica non riconosciuta, probabilmente non avrà mai a disposizione.