Lo studio di architettura Stifter + Bachmann ha costruito un iconico rifugio nelle Alpi italiane in una leggera depressione naturale del terreno ripido di montagna Situato alla forcella di Riotorbo, ad un’altitudine di ca. 3.030 metri, vicino alla frontiera con l’Austria, il Rifugio al Sasso Nero ha una forma che sembra plasmata dal vento e dagli agenti atmosferici. L'edificio a torre appare mutevole all'osservatore a seconda del punto di osservazione , con una vista mozzafiato sugli Alti Tauri, le Alpi Zillertaler, al Parco Naturale Vedrette di Ries Aurina fino alla Marmolada. Il nuovo Rifugio al Sasso Nero va a sostituire il primo rifugio Vittorio Veneto al Sasso Nero in Valle Aurina.

Il primo rifugio Vittorio Veneto al Sasso Nero fu aperto nel 1894 dal Club Alpino Tedesco, per poi essere rilevato dal Club Alpino Italiano CAI nel 1921. La provincia autonoma di Bolzano ha posseduto 25 rifugi dal 2000 tra cui l rifugio Vittorio Veneto al sasso nero che dal 1978 è stato gestito dal Sig. Günther Knapp, per 40 anni, fino alla costruzione del nuovo rifugio al Sasso Nero. Il nuovo edificio, progettato da Stifter + Bachmann, si sviluppa verticalmente su una punta affusolata la cui forza iconica guiderà gli alpinisti da ogni direzione.
 Dall'interno "i visitatori si sentiranno esposti alla forza naturale del luogo. La facciata modellata liberamente aggetta o si reclina come se nel fluire delle stagioni il vento e gli agenti atmosferici l'avessero compressa e plasmata.", spiegano gli architetti, "L'edificio a torre appare mutevole all'osservatore a seconda del punto di osservazione, dall'alto e da una delle molte vie di accesso, pur rimanendo uguale da ogni direzione la forza evocativa della sua forma. Nonostante la sua forza iconica, per forma e materialità il rifugio sarà percepito come una variazione del paesaggio, fino a confondersi con l'orografia del pendio".

Al nuovo Rifugio al Sasso Nero si accede da una terrazza in pietra naturale. L'unico “lusso” del Rifugio è costituito dal paesaggio circostante e dalla vista mozzafiato che spazia dagli Alti Tauri, alle Alpi Zillertaler, al Parco Naturale Vedrette di Ries Aurina fino alla Marmolada. Le stanze per i visitatori sono collocate ai piani superiori dove sono rivolte in ogni direzione a 360°. L'edificio è realizzato in pannelli prefabbricati di abete rosso e gli interni sono eseguiti in larice non trattato. La facciata esterna è rivestita in rame che scintilla nel paesaggio incontaminato delle Alpi. Gli interni sono tutti realizzati in legno naturale. Sul tetto sono stati posizionati i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica del rifugio.