Castello di Moncalieri
in foto: Castello di Moncalieri

Bastano 60 euro al mese per affittare un'intera Chiesa a Capestrano, in Abruzzo, e meno di 100 euro per un Castello in Emilia Romagna. Con appena 1000 euro al mese si fitta il Castello Bufalini in provincia di Perugia o il Castello Moncalieri vicino a Torino. Non si tratta di una svendita né di frode ma dell'asta indetta dal Ministero dei Beni e delle attività culturali del Turismo d'Italia che ha pubblicato un bando per affidare la concessione in uso a privati di beni immobili appartenenti al Demanio culturale dello stato. Sono tutti immobili di pregio, monumenti e luoghi storici che richiedono interventi di restauro e che il Ministero intende concedere in uso ad associazioni e fondazioni senza fini di lucro. Lo scopo del bando è quello di restituire alla comunità beni attualmente non fruibili per mancanza di fondi.

Gli immobili

Sono tredici gli immobili di pregio messi all'asta dal Ministero: castelli, chiese, abbazie e ville disseminati su tutto il territorio italiano. C'è il Castello di Montelieri che è nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1997 su una collina vicino a Torino, con una tipica forma a ferro di cavallo e quattro torrioni visibili da tutta la valle sottostante; la Villa Giustiniani a Bassano Romano, che sorge sull'antico castello degli Anguillara del Seicento; la Certosa di Trisulti a Collepardo, che è monumento nazionale dal 1873 ma ha una storia che risale al 1200 e conquista non solo per l'importanza storica ma anche per il paesaggio circostante ricco di boschi e vegetazione; la Villa del Colle del Cardinale a Perugia; Villa del Bene a Dolcé e persino un eremo in provincia di Siena (Eremo di San Leonardo al Lago). Per ognuno è stato stabilito un canone annuo a base d'asta che va da un minimo di circa 600 euro fino ad un massimo di circa 19.000 euro all'anno. Il canone indicato dal bando è a base d'asta: ciò significa che indica solo la cifra sotto la quale non si può scendere ma che l'immobile verrà concesso secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. I privati concessionari sono stati invitati entro il 16 gennaio 2017 a presentare la propria proposta per un massimo di tre siti.

I soggetti destinatari

Non tutti i soggetti privati sono ammessi a partecipare all'asta: il bando è rivolto esclusivamente ad associazioni e fondazioni che non perseguano fini di lucro e che svolgono attività di tutela, promozione, di valorizzazione o di conoscenza del patrimonio culturale, con comprovata esperienza. Le associazioni e fondazioni sono dunque invitate a presentare uno specifico progetto di gestione dell'immobile che ne garantisca la corretta conservazione e permetta di aprire al pubblico il bene del Demanio e assicurarne la migliore valorizzazione. La durata della concessione andrà da un minimo di sei anni fino ad un massimo di dieci anni. Allo scadere del contratto si ritiene conclusa la concessione a meno che non venga fatta espressa richiesta di proroga entro certi termini e nelle modalità indicate dalla legge.

Il progetto

Gli immobili verrano concessi secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa: questo implica che l'immobile verrà affidato alle associazioni e fondazioni che presenteranno non solo il canone più vantaggioso per le casse statali ma anche il progetto di valorizzazione e fruizione migliore. I privati concessionari dovranno infatti indicare nella propria proposta indicazioni sul progetto di restauro con le misure e gli interventi necessari ad assicurare la conservazione del bene che si intende effettuare, ed il piano economico-finanziario col quale si intende far fronte ai costi del progetto. Gli interventi sono tutti a carico del privato ma le spese sostenute dal concessionario per il restauro sono detratte dal canone di concessione annuale.

Certosa di Trisulti
in foto: Certosa di Trisulti

La tutela

In molti hanno protestato per la politica ministeriale di concessione a privati. A Capestrano, dove la Chiesa di San Pietro ad Oratorium viene offerta ad un canone a base d'asta di 595, 30 euro all'anno, è scoppiata una rivolta. Sono in molti infatti a temere che i beni demaniali vengano svenduti e danneggiati. Ma la concessione, secondo le prescrizioni del bando, è regolata da un apposito contratto di servizio tra il Ministero e il privato concessionario, in cui si definisce e si approva: "il progetto di conservazione del bene; il programma indicante le modalità ed i tempi di fruizione pubblica del bene; gli standard minimi del servizio di valorizzazione e dei servizi aggiuntivi, secondo quanto previsto dall’articolo 114 del ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio'; il prezzo del biglietto per l’accesso al bene, stabilito ai sensi delle vigenti disposizioni di legge; il contenuto degli obblighi di rendicontazione…; la durata della concessione". La concessione a privati di alcuni dei gioielli demaniali d'Italia probabilmente potrà essere visto come un affare ma sempre nell'interesse della comunità e del paese. Per ulteriori informazioni vedi qui.