Capita spesso di acquistare un prodotto che si rivela diverso dalla pubblicità, dall'immagine riportata sulla confezione o dall'annuncio che lo accompagna. Nella maggior parte dei casi subentra la delusione, a volte la rabbia e per i casi più eclatanti, al limite della frode, si ricorre all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) per denunciare il caso sperando che venga fatta giustizia. Perché la realtà non sempre corrisponde alle aspettative, succede con gli alberghi, le località turistiche, i rapporti fino anche alle persone, e succede inevitabilmente anche per gli oggetti e i prodotti che si acquistano.

Quante volte vi sarà capitato di acquistare del cibo attratti dalla confezione, di ordinare su internet un vestito perché conquistati dall'immagine cibo a causa della fotografia sul sito o di comprare un prodotto ingannati da un'accattivante pubblicità? E sarà successo anche a tanti di seguire dei tutorial online, o delle pagine di attività fai-da-te, seguire le istruzioni perfettamente e restare delusi del risultato finale totalmente diverso dalle foto che vi avevano ispirato. Capita a tutti dunque di restare delusi dalla realtà di un prodotto acquistato, montato o desiderato.

Il punto è come reagire alla delusione delle aspettative: arrabbiarsi, restarci male non è la strada giusta; provate a riderci sopra, almeno nell'immediato, e vedrete che la realtà vi sembrerà più sopportabile se ad esempio aprite la confezione di biscotti e le gocce di cioccolato non sono così tante come compaiono nell'immagine; se  la facci di Titty del gelato non è come quella della pubblicità o se la piscina gonfiabile è più piccola rispetto a come viene pubblicizzata. Se poi il danno è più grande di un semplice delusione, ricordate sempre che i consumatori sono tutelati contro la pubblicità ingannevole dal C.A.P.:

La pubblicità deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni palesemente non iperboliche

art.2 Codice dell'Autodisciplina Pubblicitaria Italiana (C.A.P.)