Mentre a Parigi si svolgeva la Settimana della Moda maschile, la capitale francese veniva invasa da una serie di nuovi lavori del più famoso street artist Banksy. Senza alcun avviso né anticipazione, i parigini hanno scoperto sei opere attribuibili a Banksy, ma ce ne potrebbero essere ancora molte altre sparse per la città. È la prima volta che Parigi accoglie le opere di Banksy che ha realizzato alcuni lavori sulla crisi dei migranti.

La prima opera di Banksy a Parigi è apparsa nel 18 arrondissement, vicino alla stazione della metropolitana di Porte de la Chapelle, proprio dove si trovava il centro ufficiale di rifugiati di Parigi "La Bulle" fino all'agosto 2017, un campo improvvisato di circa 2.700 rifugiati poi sgomberato. Il graffito, comparso il 20 giugno 2018, è realizzato con gli stencil e raffigura una bambina di colore che dipinge della carta da parati rosa per coprire una svastica sul muro. Questo lavoro di Banksy a nord di Parigi è una rivisitazione del suo pezzo "Go Flock Yourself " del 2008 ed è un commento all'attuale crisi dei migranti in Europa.

Il secondo lavoro di Banksy è apparso dopo qualche giorno dal primo: è l'immagine di un cane a tre zampe che viene attratto da un uomo con un osso e una sega dietro la schiena. Il riferimento di questo graffito è ai politici che ingannano con false promesse i cittadini e nascondono punti oscuri nei loro programmi. Il terzo murale è una citazione dell'iconico dipinto "Napoleone che attraversa le Alpi" di Jacques-Louis David a cui Banksy pone un velo rosso addosso, proprio per rappresentare il modo in cui i politici francesi stanno guidando il popolo con false promesse e propaganda fuorviante.

Gli ultimi tre graffiti raffigurano i famosi ratti di Banksy; sono collocati in diverse parti della città per farli interagire con altri graffiti o con le facciate dei palazzi. Uno dei topi rappresentati viene spinto da un tappo di bottiglia di champagne, simbolo di ricchezza: con questo graffito Banksy un'altra volta incarna la classe operaia nei roditori che devono fare tesoro degli ostacoli esterni per farsi promotori di cambiamenti significativi.