Quando entra in gioco la speculazione edilizia non c'è ragione che tenga, neppure l'arte ha la forza di lottare. É il destino a cui è andata incontro l'opera d'arte di Blu a Berlino. Brothers e Chain, questo il nome del grande murales dello street artist italiano sui palazzi di Cuvrystrasse, a Kreuzberg, sono stati rimossi nella notte tra l'11 e il 12 dicembre 2014.

I murales di Blu, due astronauti con mascherina realizzati nel 2007 in occasione della grande manifestazione Planet Prozess, erano divenuti un punto di riferimento nella città di Berlino e un simbolo della lotta di Kreuzberg contro il capitalismo. Oggi il grande murales cancellato rappresenta la sconfitta dell'arte davanti alle regole del mercato. Al posto di una delle opere simbolo della street art a Berlino sorgerà un edificio semi-residenziale con 250 appartamenti, un supermercato al piano terra e una terrazza panoramica sul fiume. La rimozione dei murales di Blu era già prevista tanto che sul web e in città circolavano diverse petizioni per impedire tale azione: "La città di Berlino ama promuovere la sua scena alternativa – e più nel dettaglio il valore culturale dei suoi artisti ma allo stesso tempo li lascia abbandonati a se stessi. Qui si vende agli investitori, che nei monumenti alternativi vedono solo il profitto personale. Ma l’identità culturale della città appartiene a tutti noi", recitava il testo della petizione. Ma la cancellazione è inserita all'interno di un piano già in atto che nei prossimi mesi vedrà la completa trasformazione dell’area dove si era insediata la Cuvrybrache, una piccola comunità autonoma, a ridosso della Sprea, dove vivevano creativi e senzatetto provenienti da tutto il mondo.

Non si conosce in realtà chi si sia occupato della rimozione di Brothers e Chain. Si conosceva l'intenzione di cancellarli dell’investitore Artur Süsskind, proprietario dell’area, che più volte aveva manifestato la volontà di abbattere e ricostruire gli edifici su sui erano stati realizzati i murales di Blu. E sembrerebbe appunto, secondo alcuni voci che si stanno diffondendo in rete, che sia stato lo stesso street artist a sostituire la sua opera con una grande macchia nera in segno di protesta contro la speculazione edilizia prevista nell’area.