The 15th International Architecture Exhibition – REPORTING FROM THE FRONT – Curator: Alejandro Aravena
in foto: The 15th International Architecture Exhibition – REPORTING FROM THE FRONT – Curator: Alejandro Aravena

Ogni due anni la Biennale di Architettura fornisce uno sguardo privilegiato e fa il punto su quello che succede nel mondo dell'Architettura. I paesi di tutto il mondo e i più importanti architetti internazionali vengono interrogati su un tema comune che possa essere da guida sulla realtà architettonica contemporanea. Il tema di quest'anno, scelto dal curatore Alejandro Aravena, è REPORTING FROM THE FRONT, che, in un momento così delicato come l'emergenza profughi, che l'Europa sta affrontando e gli attentati terroristici, capiamo quanto sia delicato ed importante. Simbolo di questo tema è un'immagine evocativa scelta da Aravena: l'archeologa Maria Reiche dall’alto di una scala nel deserto. E per comprendere meglio l'obiettivo e il punto di vista di questa 15. Mostra Internazionale di Architettura, vi riportiamo l'intervento del Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta:

Che cosa vede la signora sulla scala?

La signora sulla scala che, salendo sui gradini più alti, può scrutare un più vasto orizzonte e, così facendo, conquista un suo “expanded eye”, annuncia la 15. Biennale Architettura curata da Alejandro Aravena. È un’immagine che ci è subito piaciuta. Anche perché un po’ rappresenta La Biennale tutta, le nostre attitudini, le nostre finalità. Questa immagine in parte si contrappone a quella che fu adottata nell’ultima Biennale Arte. Okwui Enwezor per la 56. Esposizione Internazionale d’Arte scelse come simbolo di riferimento il molto famoso Angelus Novus di Paul Klee, come interpretato da Walter Benjamin; l’angelo alato che guarda indietro, spaventato, e vede solo il passato e, nel passato, rovine e tragedie, ma anche illuminazioni che potranno essergli utili domani, nel futuro verso il quale lo spingono occulte forze provvidenziali, come un vento che soffia sulle sue ali.

Che cosa vede davvero la signora? Credo soprattutto un suolo desolato fatto di immense zone abitate dall’uomo delle quali l’uomo non può certo andare orgoglioso, realizzazioni molto deludenti che rappresentano un triste infinito numero di occasioni mancate per l’intelligenza e l’azione della civiltà umana. Molte realtà tragiche, altre banali che sembrano segnare la scomparsa dell’architettura. Ma vede anche segni di capacità creativa e risultati che inducono a speranza, e li vede nel presente, non nell’incerto futuro delle speranze e dell’ideologia.

È un segno di ottimismo?

Abbiamo lamentato più volte, aprendo le scorse Biennali, che il tempo presente sembrava caratterizzarsi per un crescente scollamento tra architettura e società civile. In diverso modo le passate Biennali se ne sono occupate. Con questa Biennale vogliamo indagare in modo più esplicito se e dove vi sono fenomeni che mostrino una tendenza contraria di rinnovamento; si va alla ricerca di messaggi incoraggianti.