Fa più morti la plastica che le pistole, sembra essere questo il messaggio che vogliono lanciare gli artisti del collettivo Luzinterruptus per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze drammatiche dell'uso della plastica. Death by Plastic è un'installazione temporanea che consiste in una serie di corpi composti da ammassi di rifiuti di plastica, illuminati e distesi sul suolo antistante il centro congressi di Madrid.

I cadaveri di plastica sono apparsi davanti al centro congressi di Madrid dove si è tenuto il COP25 World Climate Summit, la conferenza mondiale sul clima che ha radunato lo scorso 8 dicembre i maggiori capi di Stato del mondo per discutere sui temi dell’emergenza globale. In piena emergenza climatica, nonostante i continui messaggi incisivi rivolti a tutti da parte di Greta e di altri convinti ambientalisti, il collettivo  spagnolo Luzinterruptus ha pensato di fornire un proprio segnale di risposta al tema con l'ultima opera temporanea Death by Plastic. L'installazione consiste in un ammasso di corpi riempiti di rifiuti di plastica, oggetti di recupero e di uso comune che, illuminati di notte e sparsi sulla strada, danno la sensazione di una vera ecatombe, simile alle morti di delfini, orche e foche arenati sulle coste degli Oceani. I manichini visti da vicino sono pieni di bottiglie, bicchieri e buste di plastica, proprio gli stessi oggetti che vengono trovati nelle pance dei pesci e dei mammiferi dei nostri mari.

Proprio come in una tipica scena del crimine, i Morti per la plastica sono contornati di gesso. L'opera dei Luzinterruptus  è un'installazione effimera perché i corpi sono stati portati via dopo qualche ora dalla loro apparizione, intervento che evoca appunto la morte. Death by Plastic non è la prima opera ambientalista del collettivo spagnolo che ha realizzato anche a Washington Let’s Go Fetch Water!, l’installazione per il diritto all’acqua e a Valencia un “giardino” di bottiglie di plastica per il progetto Sensemurs.