"In un posto meraviglioso, come un pezzo di paradiso terrestre, a Cadice, abbiamo costruito un piano infinito di fronte al mare infinito, la casa più radicale che abbiamo mai fatto. All'estremità delle acque dell'Oceano Atlantico, dove il mare unisce il nuovo e il vecchio continente, emerge una piattaforma di pietra. Nel luogo in cui tutte le navi del Mediterraneo passavano e passavano ancora mentre si dirigevano verso l'Atlantico. Lì abbiamo eretto una casa come se fosse un molo affacciato sul mare", così Alberto Campo Baeza descrive la Casa dell'Infinito costruita su una spiaggia di Cadice. La spettacolare villa dell'architetto spagnolo, è caratterizzato da un essenziale piano orizzontale in travertino, simile ad un enorme podio. L'architettura di Campo Baeza riesce sempre ad essere poetica, e in occasione dell'imminente assegnazione del Piranesi Prix de Rome alla Carriera 2018 il 16 marzo a Roma, presentiamo la sua Casa dell'Infinito completata nel 2014 a Cadice.

La Casa dell'Infinito a Cadice è rivolta verso il mare, dove il sole tramonta. La costruzione accompagna l'orografia del paesaggio che avanza con un litorale roccioso verso la spiaggia. La villa è una grande scatola in pietra, con 20 metri di facciata e 36 metri di profondità, che crea un podio sopraelevato da cui ammirare l'infinito orizzonte. La casa è scavata nella roccia sottostante ed è caratterizzata da un piano superiore dove si colloca la zona giorno con grandi vetrate verso il magnifico panorama, mentre il piano inferiore scavato accoglie le camere da letto. L'elemento più suggestivo però si trova in copertura ed è una piscina a filo con la superficie di copertura che crea un contrasto visivo forte tra il candore del travertino ed il turchese dell'acqua.

L'ingresso a Casa dell'Infinito è collocato sulla copertura, posta allo stesso livello della roccia retrostante, come se fosse una trincea. In copertura, tre muri perimetrali proteggono dai forti venti di Cadice, gli stessi venti che guidarono la nave di Ulisse. L'opera di Alberto Campo Baeza è un chiaro riferimento a Villa Malaparte a Capri di Adalberto Libera. La costruzione, essenziale e rispettosa del paesaggio circostante, è come un volume puro rivolto verso l'infinito ed oltre, un luogo dove vivere, rilassarsi, riflettere ed ammirare il mondo. "Un poeta greco ha detto che questo è un vero temenos, un luogo di incontro, dove secondo la mitologia, gli umani e gli dei si uniscono", spiega Campo Baeza, "Volevamo che questa casa fosse capace non solo di far stare il tempo fermo, ma di rimanere nella mente e nei cuori dell'umanità. La casa dell'infinito".

Il Comitato Scientifico del Piranesi Prix de Rome, in collaborazione con L’Ordine degli Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Roma e provincia e con il Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano ha indicato Alberto Campo Baeza per l’assegnazione del Piranesi Prix de Rome alla Carriera 2018, che ritirerà venerdì 16 Marzo 2018 alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano di Roma, in occasione di una lectio magistralis. Alberto Campo Baeza, nato a Valladolid nel 1946, è professore Ordinario di Progettazione nella Scuola di Architettura della Politecnica di Madrid, ETSAM. Le sue opere hanno avuto un ampio riconoscimento, dalla casa Turegano o la De Blas a Madrid, fino alle case Gaspar, Asencio y Guerrero, a Cadice. Si ricordano inoltre la Caja Granada e il Museo MA, a Granada; la piazza Entre Catedrales a Cadice e le case Moliner, a Saragozza; la casa Olnick Spanu a New York e l’Asilo per Benetton a Treviso.