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13 Gennaio 2014
15:48

Calatrava citato per danni: dopo Venezia, anche Valencia denuncia l’archistar

Non solo Venezia per il Ponte della Costituzione, ma anche Valencia cita in giudizio Calatrava: chiuso il Palazzo delle Arti per caduta della facciata.
A cura di Clara Salzano
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Pare proprio che Santiago Calatrava non sbagli un colpo: non parliamo di progetti ben realizzati, bensì, al contrario, di varie architetture del celebre architetto spagnolo che mostrano non pochi problemi strutturali. Dopo il ponte Zubizuri di Bilbao, il Palazzo dei Congressi di Oviedo e il ponte di Venezia, una nuova azione legale è stata indetta conto l'archistar proprio per l'opera più emblematica e famosa della sua carriera, il Palau de les Arts di Valencia.

Proprio a Valencia, in Spagna, dove è nato 58 anni fa, Calatrava ha costruito, con una spesa di 300 milioni di euro, la Ciutat de les Arts i les Ciències (la Città delle Arti e delle Scienze): un complesso di 350 mila metri quadri, che comprende al suo interno un planetario, una sala conferenze, un ponte, un teatro dell’opera, un museo della scienza e che costituisce la sua opera più grande realizzata finora. La polemica contro l'architetto è sorta per il distacco di alcune sezioni del tetto del Palau de les Arts Reina Sofia, l’incredibile teatro dell’opera realizzato per la Ciudad de Las artes Y la Ciencia: forti venti avrebbero fatto staccare dalla facciata e dalla copertura diverse parti del mosaico in piastrelle bianche, che riveste le due sezioni a vela dell’opera di Calatrava e che già qualche anno fa aveva mostrato segni di cedimento.

I distaccamenti della facciata hanno costretto l'amministrazione comunale di Valencia a sospendere l'accesso del pubblico al Palau de les Arts e alle attività, come misura di sicurezza. Il ministro dell'Economia e il presidente del consiglio, Max Buch, ha riferito ieri che la decisione di "chiedere danni per responsabilità legali" contro l'architetto e la società che ha installato il Trencadís (il mosaico in ceramica bianca che copre l'intero ponte dell'Opera) è stata già presa. "E' intollerabile che tutto cada a pezzi, con il budget quadruplicato che si è assicurato. Non è ragionevole e ci sono responsabilità politiche che non sono di Calatrava" ha commentato il segretario generale dei socialisti valenciani Ximo Puig.

Calatrava era già stato condannato dalla magistratura di Oviedo, sempre in Spagna, a una multa di 3,2 milioni di euro per il crollo delle gradinate del Palazzo dei congressi, progettato dall'archistar e danneggiato nell'agosto del 2006. E dopo la perizia del Politecnico di Torino che accusa il progettista spagnolo di aver commesso errori nei calcoli per la struttura del Ponte della Costituzione, che collega piazzale Roma alla stazione di Venezia Santa Lucia, il Comune ha chiesto un risarcimento di 3,8 milioni di euro per i costi nettamente superiori a quelli dichiarati durante la gara d’appalto e per le alte spese di riparazione e manutenzione finora sostenute. Per la magistratura contabile, il ponte doveva essere costruito in 456 giorni e ne sono serviti 2052, doveva costare 6,7 milioni (da progetto esecutivo) e la cifra invece è aumentata a 11,6 milioni, un grave danno per le casse di Venezia. Per il procuratore Scarano, Calatrava è «la figura predominante, ha influito pesantemente sulle scelte operate dall'amministrazione e laddove è risultato carente in fase progettuale, nulla ha fatto in veste di consulente della direzione lavori per ovviare a tali carenze, determinando a cascata ritardi e aumenti dei costi, nonché spese presenti e future di manutenzione». Per Calatrava dunque, un'altro solco che scalfisce la sua reputazione internazionale e il fascino delle sue architetture avveniristiche nell'immaginario.

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