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28 Gennaio 2020
12:35

Chapel of Sound, l’anfiteatro di Pechino che sembra un masso preistorico

A nord di Pechino, in una valle famosa per ospitare i resti della Grande Muraglia della dinastia Ming, sta per essere realizzata una Cappella del Suono che sembra un enorme masso di roccia preistorica. L’incredibile sala da concerto grazie a particolari aperture offrono una vista mozzafiato sul cielo e sulla valle circostante.
A cura di Clara Salzano
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Lo studio di architettura cinese Open Architecture ha progettato una sala da concerto che sembra un masso caduto dal cielo in età preistorica. Si chiama Chapel of Sound ed è un anfiteatro semi-aperto pensato per incrementare il turismo a nord di Pechino, in una valle famosa per ospitare i resti della Grande Muraglia della dinastia Ming. Grazie alla sua formazione esterna a strati, la Cappela del Suono sembra una naturale formazione rocciosa. All'interno il suono riverbera in modo unico e grazie a particolari aperture offrono una vista mozzafiato sul cielo e sulla valle circostante.

La Chapel of Sound sembra un masso preistorico che esiste da sempre, posto sul fondovalle. La struttura è in realtà realizzata in cemento mischiato con un aggregato di rocce frantumate locali ricche di minerali. La sala da concerto è caratterizzata da un struttura conica rovesciata che ospita un anfiteatro semi-aperto con palcoscenico posto sotto una grande apertura dall'alto, spalti e piattaforme di osservazione. Le varie aperture consentono di ammirare il cielo e la valle circostante. L'esterno dell'anfiteatro è stato modellato per assomigliare ad una naturale formazione rocciosa sedimentaria come quella delle montagne vicine. La struttura sembra simile ad una grotta, ruvida ma accogliente, che invita ad entrare. I visitatori possono anche salire in cima all'anfiteatro attraverso delle scale tortuose per godere della vista mozzafiato della vicina Grande Muraglia.

La sala da concerti interna è stata realizzata per accogliere esibizioni musicali e per creare un'eccellente acustica ai suoi della natura. Quando non sono programmate esibizioni, l'anfiteatro può anche essere usato come spazio per la contemplazione e le riunioni della comunità. "Quando il sole splende, i raggi del sole danzano sulle superfici ruvide della caverna, riempiendola di luce e di suono; quando piove, anche l'acqua crea una propria performance meditativa mentre cade attraverso l'apertura centrale della sala, schizzando sul pavimento prima di fluire attraverso i canali del pavimento.", spiegano gli architetti di Open Architecture, "Quando non c'è un concerto programmato – nessun coro o strumenti suonano – la sala rimane ancora una destinazione – quella in cui ascoltare tranquillamente il suono degli uccelli che cantano, cinguettio degli insetti, brezze delicate che frusciano tra gli alberi vicini o gocce di pioggia sul pavimento. All'interno di questo spazio misterioso, la natura orchestra una sinfonia in continua evoluzione. È una cappella del suono".

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