Non usa acquerelli, tempere o pittura ad olio Christian Faur che ha inventato una nuova tecnica unica ed emozionante per creare incredibili opere d'arte: tutti i suoi quadri sono fatti con i pastelli a cera. Ma non li usa per colorare o disegnare, Christian Faur realizza incredibili dipinti, soprattutto ritratti, con la sovrapposizione dei pastelli riuscendo a dare nuovo valore ad un materiale della nostra infanzia. Faur lavora con un oggetto, col quale tutti hanno familiarità sin da piccoli, ma in modo totalmente nuovo.

Utilizzando i pastelli come pixel, l'artista crea opere d'arte strutturando migliaia e migliaia di pastelli colorati a mano. La sua arte evoca il Divisionismo e la fotografia digitale ma crea qualcosa del tutto nuovo. La serie dei suoi dipinti si intitola Color Word, in cui Christian Faur ha introdotto un sistema di codifica con 26 colori diversi, ognuno dei quali rappresenta una lettera dell'alfabeto inglese. Le lettere di frequenza più alte (vocali) sono state associate ai colori più saturi in base al sistema di colori RGB, come il ciano, viola, rosa e grigio. Mentre i gradi minori di ombra, le tonalità e i colori saturi sono stati utilizzati per le restanti lettere.

I dipinti si presentano come un susseguirsi di strisce verticali, di colore encausto, che rappresentano la lunghezza del suono di una parola pronunciata. Per cui ogni opera d'arte di Christian Faur crea non solo un'immagine ben precisa ma una sorta di linguaggio poetico da decifrare. Le opere di Faur ripetono una singola immagine più volte, alla Andy Warhol, da scoprire in diverse tonalità di colori, toni, e modelli con l'intento di spingere i limiti della sua tecnica col pastello. Faur inizia decostruendo una singola immagine nei suoi elementi più basilari dal tono, colore, alla forma e risoluzione. L'immagine altamente manipolata viene poi ricostruito nell'insieme dei pastelli usati quindi come "pixel".

Come l'uso dei colori in pittura e l'arte è cambiata nel corso degli anni, mi sono reso conto di quanto sia difficile trovare un significato universale di colore che può trascendere i confini culturali, in un modo simile i simboli utilizzati in forma scritta, come la lingua e la matematica, sono diventati universali.

Prendendo spunto da Fenici, quello che ho fatto è quello di mappare un sottoinsieme di 26 colori distinti per una serie standardizzata di segni ( alfabeto inglese o grafemi ) che mi permetterà di costruire senso di colore direttamente e senza ambiguità utilizzando il sistema inglese del linguaggio con cui ho già familiarità.