Il periodo di lockdown che abbiamo appena vissuto ha fatto emergere alcune passioni che un tempo si tendeva a reprimere in favore di cene al ristorante e uscite con gli amici. In tanti hanno apprezzato di nuovo la voglia di cucinare e altri ancora si sono dedicati al giardinaggio anche se si ha solo un piccolo balcone. Per chi desidera un'agricoltura a centimetro zero arriva Poty, l’orto verticale da coltivare sul proprio balcone o sul terrazzo di casa.

Poty rivoluziona il concetto di urban farming avvicinando l’uomo alla natura che, anche senza avere un pollice verde, può restare comodamente nei propri spazi domestici e far crescere piante varie da portare direttamente sulla propria tavola. Ideato da Hexagro, azienda hi-tech specializzata nel vertical farming che coniuga la ricerca tecnologica con progetti ad alto impatto sociale con l’obiettivo di cambiare gli attuali modelli di agricoltura, l'orto verticale può essere coltivato da chiunque, anche da chi non se ne intende di piante. Il dispositivo è infatti dotato  di una chatbot che fornisce consigli sul proprio raccolto e sul suo uso in cucina. Poty è dotato di una struttura modulabile verticalmente composta da diversi vasi a quadrifoglio a forma di fiore, che possono contenere fino a 40 piante nella sua versione più grande, che permettono di coltivare piccoli frutti, verdure a foglia, verdure normali e piante aromatiche stagionali.

Realizzato con materiali riciclati e riciclabili, Poty nasce con l'obiettivo di rispondere alla recente crisi causata dal Covid-19 in modo forte e concreto, per tracciare la rotta verso uno stile di vita più sostenibile e a contatto con la natura creando una community che condivide i medesimi valori. “Con Poty vogliamo far conoscere l’urban farming e riportare l’agricoltura nei luoghi dove vivono quotidianamente le persone, i centri urbani, permettendo loro di poter coltivare quanto necessario senza utilizzare pesticidi chimici e soprattutto contenendo lo spreco alimentare” – spiega Alessandro Grampa di Hexagro – “Ma soprattutto far riscoprire il benessere che il giardinaggio e più in generale il prendersi cura delle piante apporta alle persone che non hanno modo di vivere a stretto contatto con la natura.”.